Cimiteri nel caos a Roma. Sono circa 2mila le salme in attesa

Roma finisce nel vortice dello “scandalo” che colpisce la conduzione cimiteriale di Ama SpA, municipalizzata del Comune di Roma.
Sono troppe le famiglie che attendono sepolture o cremazioni dei propri cari e il disagio ha ormai raggiunto proporzioni esasperanti.
Il caso è rimbalzato sui giornali in seguito alla denuncia di Andrea Romano, deputato alla Camera per il Pd, che da circa due mesi non riesce ancora ad ottenere la sepoltura per il figlio scomparso. Ma la condizione critica, anzi disastrosa dei cimiteri capitolini, è pregressa alla denuncia di Romano.

Intanto la vicenda del caos dei cimiteri è finita in procura e l’Associazione Eccellenza Funeraria Italiana ha depositato un esposto a piazzale Clodio per i reati di omissione di atti di ufficio e sottrazione di cadavere.

Grida dall’allarme sul social

Sulla pagina Facebook del Comitato Tutela Cimiteri Flaminio Prima Porta Verano Laurentino, campeggia dal 31 luglio del 2020 un post nel quale si legge un messaggio eloquente. Nel post è scritto: “Stiamo organizzando una protesta, civile ed efficace, per i primi di settembre per ribadire ad AMA & Co. che in tema di gestione fallimentare dei cimiteri capitolini LA PARTE LESA SONO I CITTADINI.
Chi volesse info o per aderire potete contattarci con messaggio privato, chiamando il 3392370338 o mandando una mail all’indirizzo cimitericapitolini@email.it“.

Il dato è tratto

Oggi sulla stessa pagina è pubblicato un post il cui contenuto è piuttosto eloquente di una situazione che ormai ha passato il limite.
“Non ci saremmo mai aspettati di dover arrivare a questo punto, non avremmo mai voluto…
Volevamo solo onorare i nostri cari in una dimora eterna decorosa..
Volevamo scegliere i fiori da mettere nel vaso…
Volevamo ricordare e pregare dinnanzi a quelli che Ugo Foscolo strumenti di conforto e speranza, di civiltà e memoria…
Abbiamo depositato ieri un esposto presso la Procura della Repubblica perché chi non c’è più merita rispetto.
Ringraziamo Fabrizio Santori e Monica Picca per il prezioso e determinante supporto in questa azione, per la sensibilità e per la determinazione con cui si sono schierati al nostro fianco.

Le scuse dal Municipio

La sindaca di Roma Virginia Raggi si è scusata pubblicamente per quanto sta accadendo e dopo la lettera aperta che il deputato Romano le ha scritto. Ma questa è una situazione che si trascina da anni, sebbene ora a causa della perdita del figlio l’onorevole del Pd ne ha evidenziato i contorni.
Le difficoltà erano comunque sotto gli occhi di tutti e si sarebbe dovuti intervenire prima. Alcuni hanno osservato che “serviva un morto eccellente per muovere le acque”. Altri ancora accusano che sia l’ennesima strumentalizzazione per mettere fuori gioco la Raggi dalla corsa al Campidoglio da parte del Pd che vorrebbe conquistare Roma.

Le responsabilità di AMA

Ad ogni modo, quali che siano le reali motivazioni del polverone mediatico che la vicenda sta sollevando, si deve prendere atto dello stato di emergenza del settore.
L’incapacità di far fronte ai disagi crescenti da parte dell’AMA prima, e del Comune di Roma poi, ha determinato il deteriorarsi di tutto il sistema cimiteriale della capitale. E’ evidente che l’aumento della mortalità a causa della pandemia ha peggiorato la situazione ma il collasso andava evitato.

Concausa: il Covid

L’Ama ha provveduto allo “snellimento” dell’iter burocratico delle cremazioni. Spiega che la grossa spallata ricevuta è in larga parte per colpa del Covid.
La condizione è però “sull’orlo del precipizio” da tempo. Anche in seguito agli stanziamenti del 2017 per il potenziamento dei forni crematori e dei cimiteri romani, miglioramenti concreti non si sono visti…

Duemila bare sono nei depositi non refrigerati in attesa che si provveda alla tumulazione o alla cremazione. Nel lazio non c’è una legge che regolamenta il settore e il servizio è gestito da AMA, un’azienda municipalizzata.

La cremazione

I tempi tecnici per le operazioni di cremazione ha spiegato AMA, sono di 15 giorni. In caso di un aumento della mortalità del 10% però, questi aumentano di ulteriori 10 giorni.
Nella seconda ondata della pandemia, ha aggiunto l’azienda, c’è stato un aumento dei decessi pari al 35%.
Ribatte il consigliere del Comitato direttivo Feniof (Federazione imprese funebri), Alessandro Moresco: “A noi risulta il 10%”. Aggiunge poi che “se negli ultimi quattro anni si fossero fatti i lavori necessari, quell’aumento si sarebbe potuto gestire”.

Sei impianti per la cremazione

Moresco spiega che ci sono sei impianti per la cremazione e che il numero di richieste è aumentato. I loculi sono insufficienti e in pessime condizioni. Costano 4 mila euro e chi li vuole firma una liberatoria dove dice di accettarli così come sono. Molti cittadini rifiutano e le bare finiscono al deposito o in cremazione.

Le disposizioni del Prefetto

Il prefetto Matteo Piantedosi ha disposto per Ama i provvedimenti per avviare un processo risolutivo della situazione.
Nei prossimi 12 mesi le cremazioni dovranno aumentare e passare dalle attuali 15 mila a 24 mila. Con il trasferimento verso altri Comuni di circa 170 salme ogni settimana che andranno ad aggiungersi alle 300-400 cremate settimanalmente.

Ama assume

L’azienda annuncia un piano di nuove assunzioni, dopo i 16 licenziamenti della gestione precedente. L’incremento dell’organico servirà a sopperire alle operazioni rimaste indietro. Ama conta di recuperare in un tempo ragionevolmente breve alle attività rimaste in coda.
Critico il parere di Gianluca Fiori dell’associazione imprese funebri, che non si dice convinto. Fiori accusa: “Non hanno mai mosso un dito, lo fanno ora solo per i giornali. Ama lo fa apposta a rallentare. È una forma di ricatto al Comune per avere più personale. È un gioco di potere, mentre i cadaveri aspettano”.


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