Rogo all’impianto di Malagrotta. Disastro ambientale, pericolo diossina

La raccomandazione di Arpa è di chiudere le finestre, i Vigili del fuoco prevedono tempi lunghi per domare le fiamme “sotto”. Il rogo resta acceso in fondo al materiale stoccato che è molto combustibile. Intanto i pm cercano di capire se la natura dell’incendio sia di origine dolosa. La Asl ha indicato il divieto di attività all’aperto e di tenere chiuse le finestre, l’Arpa sta monitorando l’aria con le apposite centraline.

Dalle 17.30 di ieri si è alzata in cielo una densa colonna di fumo visibile a chilometri di distanza. Nell’area dell’impianto si è diffuso un forte odore di bruciato.

L’incendio

Il giorno dopo il disastroso incendio al Tmb di Malagrotta si comincia a fare la conta dei danni e delle eventuali conseguenze sulla salute dei residenti. I Vigili del fuoco fanno sapere che occorrerà probabilmente tutto il giorno per riuscire a spegnere le fiamme che sono sotto a tutto il materiale e che restano accese.

Una enorme colonna di fumo nero

Per effetto del gigantesco incendio, la nube di fumo che ne è derivata ha messo subito in allarme l’Arpa Lazio che ha immediatamente istallato dei campionatori dell’aria. Sono stati i cittadini di Valle Galeria, la zona adiacente all’ormai ex discarica, i primi a dare l’allarme. Il rischio diossina non è il solo che preoccupa, perché vicino all’impianto ci sono i depositi di gas e benzina.

Sarebbero otto le squadre dei v.f. intervenute per contenere l’incendio che ha inoltre interessato una vasca di stoccaggio del combustibile solido. L’incendio si è esteso ai capannoni dove vengono stoccati plastica e carta e anche ad un impianto di compostaggio.

Per ora sono ignote le cause dell’incendio e bisognerà attendere che le fiamme siano completamente domate prima che i rilievi dei v.f. riescano a far luce su eventuali responsabilità dolose. La ricaduta sul ciclo di smaltimento dei rifiuti della Capitale sicuramente sarà di importante gravità. Sebbene la discarica di Malagrotta, chiusa dal sindaco Marino, non serve più Roma, gli impianti servono la Capitale per il trattamento di 1.200 tonnellate di rifiuti al giorno.
Nella serata di ieri il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri ha annunciato di essere al lavoro per affrontare l’emergenza. “L’incendio del Tmb costituisce un danno significativo per il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Roma”, ha detto Gualtieri. “Siamo già al lavoro per ricollocare le quantità trattate dall’impianto danneggiato e destinarle ad altri impianti. Stamani è prevista la riunione della cabina di regia con Ama e gli operatori diretti e indiretti con l’azienda di Roma. Metteremo tutto il nostro impegno per affrontare questa grave emergenza”, ha concluso il sindaco.

L’odore di bruciato

Il forte odore è stato percepito a distanza per buona parte della Capitale e la colonna di fumo era visibile anche dai Castelli Romani. Tutta la periferia ovest di Roma è stata interessata dalla presenza di odore di bruciato. Un cittadino di Torpignattara, distante 44 chilometri dal rogo, scrive sui social che l’aria era irrespirabile. La puzza di bruciato si sentiva chiaramente all’Eur e a San Paolo, ma anche in buona parte del Centro Storico.

Foto: zazoom.it

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