Trevi Nel Lazio, L’importante valore culturale della transumanza

Ancora un evento di grande spessore culturale e di amore per il territorio, quello che si è svolto nella serata di sabato presso il Castello Caetani a Trevi Nel Lazio, dove sono stati illustrati i risultati della ricerca “Rete dei tratturi regionali della Transumanza” ed a seguire l’inaugurazione della mostra fotografica. Al tavolo dei lavori il Sindaco di Trevi Nel Lazio l’avv. Silvio Grazioli, il Presidente del Parco Regionale dei Monti Simbruini Domenico Moselli, il prof. Paolo Sellari della Società Geografica Italiana,  la dott.ssa Sara Carallo e la dott.ssa Francesca Impei  entrambe ricercatrici della Società Geografica che hanno illustrato i risultati della ricerca effettuata sul territorio all’interno del Parco dei Monti Simbruini.  La transumanza, va oltre il suo semplice significato: “Migrare inseguendo il ritmo delle stagioni, alla ricerca del clima perfetto, del pascolo migliore, quello in grado di assicurare al gregge nutrimento e benessere. Uomo, animale e natura, insieme, in un rapporto sempre più intimo e profondo, di quelli che si stringono in condizioni di isolamento, silenzio. Momenti di passaggio, di rituali, gesti ripetuti, ritmi ben scanditi: ogni giorno, da capo. Ripartire e ricominciare”. La transumanza rappresenta una delle tradizioni più antiche d’Italia che è stata riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità.  “L’effetto post pandemia, ha determinato in quest’ultimo  una crescita esponenziale dei visitatori nel Parco dei Monti Simbruini –ha sottolineato il Presidente Moselli-  ma purtroppo ciò  non corrisponde ad una crescita qualitativa degli stessi nel rispetto del territorio, per cui è importante lavorare a 360 gradi sul far conoscere da dove veniamo.  La promozione non è la mission principale del Parco, che ha come vocazione fondamentale quello della tutela e della valorizzazione della protezione della biodiversità . La biodiversità significa anche uomini, e forse quello che spesso noi dimentichiamo è che questi territori sono così come sono perché ci sono stati esseri umani che li hanno mantenuti e li hanno vissuti e hanno preso da questo territorio anche il loro sostentamento ma sempre nel rispetto della natura . Dunque la transumanza è un aspetto fondamentale che rappresenta l’evoluzione del territorio, che va  valorizzato anche per la sua storia per la sua grandissima connessione con la vita quotidiana  dei cittadini e di abitanti che lo hanno vissuto in questi anni”. Gli interventi precisi ed impeccabile del Sindaco Silvio Grazioli, profondo conoscitore del territorio, sono stati molto apprezzati dai presenti, evidenziando come ha fatto la dott.ssa Impei che il libro realizzato dall’avv. Grazioli dal titolo “Civiltà Contadina a Trevi e nell’Alta Valle dell’Aniene edito nel 2005, è stato uno dei riferimenti della ricerca , in quanto vi è un intero capitolo dedicato alla transumanza. . “La crescita del territorio, parte proprio dal riconoscere e valorizzare la sua storia –ha commentato il prof. Sellari–  ed è importante che ci siano figure attente e presenti come il Presidente Moselli, ed amministratori territoriali come il Sindaco Grazioli, che ho avuto il piacere di conoscere in quest’occasione, e che ho percepito in pochissimi minuti essere una persona illuminata che ha capito qual è il valore della storia e di quelle componenti che possono contribuire ad un modello sostenibile di sviluppo”. Durante il convegno, sono stati analizzati ed illustrati i risultati delle ricerche effettuate, attingendo a fonti storiche presso i vari archivi di Stato, e dell’Abazia di Subiaco, ha documenti privati ed attraverso testimonianze di anziani che hanno vissuto l’evento della transumanza.  A conclusione un ricco rinfresco è stato offerto ai presenti di prodotti tipici locali dell’azienda del giovane Achille D’Ottavi, lo stesso è stato parte integrante della ricerca effettuata e rappresenta  l’ottava generazione di una famiglia di allevatori.

Apprezzata anche la mostra fotografica integrata anche nel volume realizzato dalla dott.ssa Carallo ed Impei.

(il giovane Achille D’Ottavi ed i suoi prodotti tipici)

 

 

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