Trevi Nel Lazio, Un appuntamento di grande spessore culturale

Che cosa fu il brigantaggio postunitario se non un fenomeno essenzialmente criminale, fatto di violenze ed efferatezze che colpirono innanzitutto le popolazioni dell’Italia meridionale? Purtroppo questo è il pensiero comune, che si studia anche a scuola, tralasciando la vera natura ed essenza del brigantaggio. Nella serata di sabato presso la splendida cornice del castello Caetani a Trevi Nel Lazio, è stato presentato il volume “Brigantaggio Postunitario –Una storia tutta da scrivere” dello storico-giornalista Fernando Riccardi. Un incontro  che si è dimostrato di grande interesse ed elevatezza culturale, che ha appassionato il pubblico presente, dimostrando che l’argomento stimola a ricercare una verità nascosta, cha ad oggi rende incompleta la storia dell’unità d’Italia. A fare gli onori di casa il Sindaco di Trevi Nel Lazio l’avv. Silvio Grazioli, al tavolo dei lavori la prof.ssa  Maria Ornella Cristalli e l’avv. Paolo Farese , in rappresentanza dell’Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie. Il libro di Riccardi è giunto alla sua terza edizione e nel 2017 ha ottenuto  il premio speciale della giuria della XV edizione del Premio Letterario Internazionale “Lago Gerundo” di Paullo (Milano).  “Si tratta di un opera  di particolare finitezza, non solo per la complessità dell’argomento, ma anche per la provenienza dell’autore che non è solo uno storico, ma anche un giornalista di primo rango, è un lavoro che si presenta come un prezioso valore aggiuntivo” ha sottolineato la prof.ssa  Cristalli durante il suo intervento. Infatti in questo  libro, ricco di fonti e documentazione,  Riccardi rilegge il brigantaggio postunitario per liberare i fatti dai troppi luoghi comuni della storiografia post risorgimentale (come la pretesa arretratezza e miseria del Regno delle Due Sicilie al momento della caduta) e per evidenziare invece le conseguenze, purtroppo ancora attualissime, della scelta di affrontare la “questione meridionale” quasi esclusivamente in termini di annessione, tassazione, leva obbligatoria e repressione militare. Il Sud è stato trattato come una colonia da educare e sfruttare, senza mai cercare davvero di capire chi fosse l’italiano del sud, così, le incomprensioni fra le due Italie si sono perpetuate fino ad oggi. Dal libro si comprende il brigantaggio quale conseguenza , di diversi fattori, come  l’implosione del regime borbonico e la fragilità della personalità di Francesco II, l’integrazione fra Garibaldi e Cavour, la tradizione liberale meridionale. A questi si aggiungono l’intervento esterno e decisivo di potenze straniere, in particolare quella inglese; il brigantaggio rappresenta  “la prima guerra civile italiana”, alimentata a sua volta da  una guerra intestina anche fra i notabili meridionali, fra quelli apparentemente più illuminati che, per interessi opportunistici, si unirono ai liberali settentrionali, contrapposti da  quelli tradizionalisti che difesero il blocco borbonico. Tutti i presenti hanno evidenziato quanto sia stata piacevole la serata culturale, con il raggiungimento di due importanti obiettivi: quello di focalizzare  l’attenzione su una storia mai conosciuta ed appunto tutta da scrivere quella del brigantaggio postunitario; e l’impegno da parte del Sindaco Grazioli di tornare a parlare di questo tema così complesso anche attraverso l’ausilio della cinematografia, per poi commentare insieme la pellicola, quello che un tempo era il cineforum.

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