A pesare sulla vicenda è soprattutto il mancato rispetto degli impegni presi in passato. Nell’ottobre del 2024, in occasione della rimozione del basamento originale, l’ingegner Rota di “Nuovi Orizzonti” era intervenuto pubblicamente assicurando che la statua sarebbe tornata «esattamente nello stesso punto», seppur con una struttura di sostegno ridotta. A distanza di due anni, quelle garanzie si sono rivelate del tutto vane. La promessa del “dov’era e com’era” è stata sacrificata sull’altare della logistica: sgomberare il centro del piazzale per ricavarne un comodo spazio di manovra e parcheggio a servizio della struttura. Un dettaglio non da poco per la comunità parrocchiale. Per 44 anni quel posizionamento non è stato un semplice arredo urbano, ma un elemento di continuità spirituale: la statua era infatti perfettamente allineata con l’altare della chiesa, creando un preciso equilibrio scenico e simbolico per le ricorrenze francescane. Un asse geometrico e di fede oggi spezzato per fare spazio alla sosta dei veicoli. A suscitare forte amarezza tra i residenti è anche il comportamento dell’amministrazione comunale. Di fronte a una scelta che modifica la memoria e il decoro di un luogo simbolo del paese, il sindaco Mario Felli ha preferito trincerarsi dietro un silenzio assordante, avallando di fatto la decisione. Nessun intervento a tutela del valore storico e identitario della comunità, lasciando che prevalessero le esigenze di pochi. Ugualmente assente la minoranza consiliare, da cui non è arrivata alcuna richiesta di chiarimento né una presa di posizione in difesa delle istanze della cittadinanza. Piglio si trova così a fare i conti con un’operazione condotta senza trasparenza né dialogo, dove il rispetto per la tradizione e i sentimenti dei fedeli sono stati messi in secondo piano nel disinteresse generale delle istituzioni preposte a tutelarli.