Roma, Franco (Pres. Mun. VI) “Progetto fragilità”: Combattere le disuguaglianze d’accesso al SSN

DISUGUAGLIANZE:

Nicola Franco (Pres. Mun. VI) in un comunicato stampa dichiara:

Parte la sperimentazione per il progetto ‘Ospedale in dialogo con il territorio – Piano Aziendale Equità”, in base al ddl 506/2023 per le politiche in favore della popolazione anziana. Il progetto è in collaborazione con il Direttore Generale del Policlinico Tor Vergata, Giuseppe Quintavalle, il prof. Leonardo Palombi ordinario della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, il Direttore Sanitario del Distretto VI Asl Roma 2, Giancarlo Tesone, a cui vanno tutti i miei ringraziamenti assieme a tutto il personale del Servizio Sociale del Policlinico Tor Vergata e della Asl Roma 2. 

Il progetto è volto a favorire maggiore equità d’accesso ai percorsi di prevenzione e cura e/o a interventi di promozione della salute. È previsto l’arruolamento di 3 coorti di pazienti residenti nel Distretto 6 in carico ai 32 Medici di Medicina Generale, per un totale di circa 45mila assistiti. Si avranno così la ‘Coorte Frequent User’ per i pazienti che hanno effettuato più di 4 accessi ai PS nel 2022 dei nosocomi del Sant’Eugenio, Sandro Pertini e PTV; la ‘Coorte Cronicità’ per i pazienti inseriti nel PDTA BPCO per Diabete, Parkinson, Scompenso Cardiaco e Glaucoma; ‘Coorte ADI’ per i pazienti seguiti dall’Assistenza Domiciliare Integrata. 

Vogliamo combattere le disuguaglianze d’accesso al Servizio Sanitario Nazionale, per tutelare la popolazione fragile e tendere verso un’ideale integrazione sociale e sanitaria, che ambisca a diventare una prassi consolidata. A tal proposito, sono già in atto azioni finalizzate all’interoperabilità, ovvero alla capacità di migliorare l’interazione con il territorio attraverso la condivisione dei dati, l’implementazione della prevenzione, azioni di sanità digitale e proattività verso il territorio, coinvolgendo i Medici di Medicina Generale, il Municipio, l’ASL, mettendo in moto equipe mobili e creando dei ‘point of care’ sul territorio. Grazie alla disponibilità dei Responsabili della Protezione dei Dati e alla digitalizzazione dei percorsi la continuità assistenziale, la presa in carico dei pazienti fragili ambisce così ad uscire dai confini dell’ospedale divenendo capillare e realmente possibile sul territorio circostante”.