Una importante deroga
Smette finalmente di essere un’incognita la tanto temuta scadenza di febbraio 2026. Gli artisti di strada che, con colori, argilla e carboncino, danno vita ai luoghi simbolo di Roma potranno continuare a esprimere il proprio talento fino al 28 febbraio 2027, in piena serenità. Lo sancisce una determina del Dipartimento Attività Culturali, che introduce una proroga tanto attesa quanto necessaria. Pensata per armonizzare i tempi amministrativi con le innovazioni del nuovo Regolamento che a fine novembre ha visto la sua approvazione.
Una proroga di buon senso
Il Regolamento sulle arti figurative è entrato in vigore ufficialmente il 26 dicembre. Un passaggio importante che però richiede un adeguato periodo di assestamento operativo:
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Individuazione degli spazi: ai Municipi vengono concessi 45 giorni per definire le nuove aree disponibili.
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Avvisi pubblici: entro 30 giorni dalla mappatura dovranno essere avviate le procedure di selezione.
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Valutazioni e graduatorie: i tempi tecnici necessari alle commissioni avrebbero reso impraticabile il rinnovo delle autorizzazioni entro la precedente scadenza.
Senza questa estensione, un comparto già messo a dura prova dagli anni della pandemia, avrebbe rischiato un’arresto proprio nella fase di rilancio successiva al Giubileo.
L’arte come valore per la città
Il provvedimento del Dipartimento afferma con chiarezza un principio fondamentale: pittura, scultura e disegno non sono semplici attività su suolo pubblico, ma costituiscono un autentico patrimonio culturale immateriale di Roma.
Accanto al valore artistico e all’attrattiva turistica, emerge anche una forte attenzione alla dimensione sociale ed economica. Le postazioni degli artisti rappresentano una fonte di sostentamento essenziale per centinaia di professionisti, la cui continuità lavorativa viene ora tutelata fino all’assegnazione delle nuove concessioni.
Verso un nuovo assetto entro il 2027
Il rinvio consente a Roma Capitale di affrontare con il giusto respiro una riorganizzazione strutturale del settore, superando le graduatorie del 2018 (incompiute per l’emergenza sanitaria). Si arriverà così ad un sistema più attuale, equo e trasparente. Per il 2026, quindi, la città potrà continuare a godere di quel paesaggio creativo che cittadini e visitatori riconoscono come parte integrante dell’anima di Roma. Con gli artisti regolarmente presenti e pienamente operativi.
Foto: artribune.com