Un anno dopo l’abisso, via Sestio Menas rinasce dalle macerie
Alla fine della prima settimana di aprile si sono conclusi i lavori di ripristino in via Sestio Menas a Roma. Esattamente dodici mesi prima, l’asfalto aveva ceduto di colpo, inghiottito da un baratro profondo e silenzioso. Quella strada, una via principale tra il Municipio V e il VII, fu squarciata da una voragine spaventosa, lasciando una ferita aperta nei quartieri. Una cicatrice che, per un intero anno, ha separato famiglie, isolato commercianti e messo alla prova la pazienza dei residenti, costretti a convivere con disagi quotidiani, deviazioni interminabili e un senso costante di precarietà.
Cosa era accaduto
Il 28 marzo 2024 il piano stradale aveva ceduto, in pochi attimi, si era aperto un cratere di 9 metri per 14, profondo più di 12. Un segnale inequivocabile del degrado nascosto sotto la superficie urbana, un monito inquietante sullo stato delle infrastrutture sotterranee. Un grosso problema che fece attivare immediatamente una “task force” di interventi. Su tutti, si mobilitò il Dipartimento Infrastrutture e lavori Pubblici (DILP). Ma le operazioni di ripristino coinvolsero anche la Protezione civile, Acea, Italgas, Fibercoop e comunque tutti i gestori di sottoservizi, oltre a numerose squadre di tecnici, specialisti e operai.
Il ripristino
Quello che si è svolto è stato un intervento ad altissimo coefficiente di difficoltà costato tre campagne di indagini, rilievi geofisici, laser 3D, quaranta sondaggi nel sottosuolo. Oltre a un coordinamento continuo tra enti pubblici e soggetti privati. Ogni metro guadagnato è stato frutto di un equilibrio fragile e di uno sforzo collettivo senza sosta. Adesso quell’abisso resta solo nella memoria. Al suo posto si distende una strada nuova, completamente risanata: asfalto lucido, segnaletica fresca, marciapiedi rifatti, sottoservizi ricostruiti. Ma sotto quel suolo, si cela un’opera ciclopica: oltre 2.600 metri cubi di materiali di riempimento, trasportati da circa 200 betoniere, uno sforzo continuo e silenzioso che ha ricucito quello strappo nella città.
Un’opera da 500 mila euro… e oltre
Il prezzo di questo ritorno alla normalità non è stato lieve: solo l’intervento del Dilp ha comportato un investimento di circa mezzo milione di euro. A questa cifra poi si devono sommare i fondi impiegati dalle aziende per ripristinare e mettere in sicurezza le loro reti. Acea ha rinnovato le condutture idriche e fognarie, Italgas ha dovuto ricostruire i tratti danneggiati delle proprie tubazioni. Tutto è stato ripristinato con precisione chirurgica: dalla gestione delle acque reflue alla sicurezza dei pedoni, nulla è stato lasciato al caso.
Una straordinaria concertazione per un risultato che non si vede ma c’è!
Dietro il risultato finale c’è stata una sinergia senza precedenti. Il Dilp ha guidato con fermezza tutte le fasi operative, in costante contatto con la Protezione Civile. I Municipi V e VII non hanno mai abbandonato il campo, assicurando informazione continua ai cittadini e un filo diretto tra le istituzioni e il territorio. Oggi finalmente, al di là dei numeri, ciò che conta è il risultato finale. Via Sestio Menas è tornata a essere una via importante di comunicazione tra i Municipi, un “ponte” tra i quartieri. La brutta vicenda consegna a questa strada l’attestato di simbolo di una città che, nonostante tutto, non si arrende mai.
Foto: comune.roma.it