Il 19 marzo dovrebbe arrivare il via libera in Consiglio dei Ministri al Dl Sostegni che dovrebbe prevedere circa 12 miliardi destinati alle imprese e ai professionisti maggiormente danneggiati dalle chiusure a causa dell’emergenza Covid-19. Il testo del decreto complessivamente varrà 32 miliardi finanziati in deficit. “Quasi 12 miliardi saranno destinati alle misure di sostegno alle attività produttive – ha detto la viceministra dell’Economia Laura Castelli – con un fondo ad hoc per la montagna, 6 miliardi alle politiche per la salute di cui 5 per il piano vaccini e poco meno di 10 miliardi alle misure di sostegno alla famiglia, al lavoro, alle indennità per gli stagionali e gli sportivi, al rifinanziamento della cig, del reddito di cittadinanza e d’emergenza, della Naspi e del Fondo occupazione”. I destinatari dei ristori previsti dal decreto Sostegni saranno circa 2,8 milioni di attività e partite Iva, per i quali il governo dovrebbe stanziare circa 12 miliardi di euro. Gli indennizzi dovrebbero ammontare, in media, intorno ai 4.200 euro per ciascun beneficiario e saranno erogati ad aprile. Si va da un bonus di 1.000 euro ai lavoratori autonomi e occasionali, agli stagionali e alle partite Iva fino a ristori di importi variabili in base alle perdite subite. Sarebbe in arrivo anche un rifinanziamento della Cig fino a giugno per la cassa integrazione Covid e fino a ottobre per i settori in cassa integrazione in deroga. Possibile un nuovo stop ai licenziamenti per le aziende che hanno la cassa ordinaria fino al 30 giugno. Nel decreto Sostegni dovrebbe essere rinnovata l’indennità per i lavoratori del turismo e dello spettacolo e 600 milioni dovrebbero essere diretti solo al settore dello sci. L’indennità di disoccupazione Naspi dovrebbe essere prorogata per due mesi, mentre il reddito di cittadinanza verrà rifinanziato con un altro miliardo. I beneficiari del reddito d’emergenzapotrebbero invece ricevere altre tre mensilità. Per quanto riguarda il Fisco si va verso la proroga della sospensione dei versamenti delle cartelle fiscali e degli avvisi esecutivi fino al 30 aprile. Il pagamento delle rate in scadenza nel 2020 dovrebbe slittare al 31 luglio, mentre quello in scadenza nel 2021 potrebbe essere spostato al 30 settembre. Probabile anche lo stralcio delle cartelle esattoriali del periodo 2000-2015 fino a 5mila euro. Sarebbe anche confermato il differimento dei termini della trasmissione telematica della Certificazione Unica all’Agenzia delle Entrate: la dichiarazione precompilata sarà messa a disposizione dei cittadini il 10 maggio e non il 30 aprile.
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