Montelibretti, 15 agosto 2025. Un inferno di fuoco ha cancellato in poche ore ciò che la fatica e la dedizione avevano costruito in decenni. L’azienda agricola Terre Sabine, fiore all’occhiello dell’agricoltura del Centro Italia, è stata inghiottita dalle fiamme in un pomeriggio che resterà impresso con dolore nella memoria collettiva.
Niente si è salvato, neanche gli animali
Le lingue di fuoco hanno divorato capannoni, macchinari, frutteti e speranze, mentre una colonna nera si alzava minacciosa verso il cielo e ripetute esplosioni squarciavano l’aria. In pochi, terribili minuti, uno dei poli agricoli più importanti della Sabina è stato ridotto in cenere. Dieci dipendenti fissi e oltre cinquanta stagionali si ritrovano senza lavoro, travolti da una catastrofe che non ha lasciato scampo neppure agli animali custoditi nell’azienda.
Una fatalità?
Il destino ha voluto che il rogo divampasse proprio nell’unico giorno di chiusura, quando né i lavoratori né la famiglia custode si trovavano all’interno. Una coincidenza che molti definiscono inquietante, una beffa crudele che alimenta angoscia e sospetti.
Intervento massiccio dei vigili del fuoco
Sul posto si sono precipitate le squadre dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e dell’ANVVFC. Tutti gli uomini sono stati impegnati per ore in una lotta disperata contro un mostro di fiamme che non voleva piegarsi neppure davanti a un improvviso acquazzone. Alla fine il fuoco è stato domato, ma ciò che resta è un paesaggio di macerie fumanti.
I carabinieri
Il Capitano della Compagnia Carabinieri di Monterotondo ha dichiarato: “Stiamo bonificando l’area, ma al momento non emergono indizi di dolo o di incidente. È ancora presto per dire cosa abbia scatenato questa tragedia”.
Terre Sabine, l’azienda che non c’è più
L’azienda Terre Sabine era diventata un punto di riferimento imprescindibile per la grande distribuzione e per migliaia di famiglie. Fondata dai fratelli Roberto e Renato Merzetti, non solo lavorava frutta di eccellenza, ma recentemente aveva lanciato il progetto solidale del Box di frutta imperfetta. Un’idea capace di ridare valore al prodotto scartato e dignità ai produttori. Tutto questo ora è polvere e ricordo.
L’avviso alla popolazione
Dalla Protezione Civile parlano di una “sciagura senza precedenti”, mentre i sindaci di Montelibretti e Monterotondo hanno invitato la popolazione a chiudere le finestre e a evitare la zona, soffocata dal fumo tossico.
Perdita economica rilevante
“Abbiamo perso una calibratrice che da sola valeva una fortuna”, racconta una lavoratrice stagionale, con la voce spezzata dalla disperazione. “Era il cuore della nostra attività. Il danno è incalcolabile”.
La vista della nube nera che si innalzava sopra la campagna resterà scolpita negli occhi di chi l’ha vista, simbolo di un territorio ferito e di una comunità che piange. Ma insieme al dolore, cresce anche la volontà di rinascere: “In fumo sono andati trent’anni di sacrifici – recita un messaggio di solidarietà – ma Terre Sabine non è morta. Tornerà a vivere, e con lei la speranza di tutti noi”. E questo è l’augurio che tutti i residenti della zona fanno all’azienda che oltre ad essere un’eccellenza nel settore era un fulcro economico locale.
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