Addio alla stazione di Salone
La stazione ferroviaria di Salone, sperduta tra le meraviglie di Settecamini e Case Rosse, nella periferia Est di Roma, al IV Municipio, si prepara a chiudere i battenti. Per sempre, o almeno finché qualcuno non si ricorderà della sua esistenza. Un fulmine a ciel sereno, se non fosse che questa stazione ha già avuto la simpatica abitudine di sparire dai radar per anni interi. Una volta ha addirittura battuto il record di assenze: otto anni consecutivi senza servizio. Una vera campionessa di intermittenza.
Trenitalia di concerto con la Regione Lazio
L’infrastruttura che, già faceva il minimo sindacale in termini di operatività, chiuderà ufficialmente venerdì 25 luglio, grazie alla brillante sinergia tra Trenitalia e Regione Lazio. Un altro fiore all’occhiello per la gestione dei trasporti nelle periferie romane, che così si sentono sempre più parte integrante… di un altro pianeta. Tecnicamente, lo scalo non viene chiuso, semplicemente si “sospende il servizio”. Il risultato però è uguale identico. Ma almeno suona più elegante.
Perché?
I motivi vanno individuati nelle nobili cause di ordine pubblico. E poi anche la scarsa affluenza. In effetti resta difficile immaginare folle entusiaste per una stazione semidistrutta e spesso vandalizzata, situata in un’area “particolarmente vivace”. Qualcuno potrebbe notare che negli ultimi tempi molte famiglie rom si sono integrate, i bambini vanno a scuola, gli adulti lavorano… ma il degrado sociale della zona resta ben presente.
Cosa ne sarà della stazione?
Insomma, la stazione viene ora cancellata dalla mappa per “ottimizzare” i tempi di percorrenza. Traduzione: si toglie una fermata che tanto nessuno usava, così si finge che tutto funzioni meglio. Il problema? Nessuno ha la minima idea di cosa farne ora della struttura. E quindi, con un colpo di scena degno del miglior noir, rischia di trasformarsi in un altro meraviglioso monumento al degrado urbano. Roma ne sentiva proprio il bisogno.
Chiaramente non spetta certo alle Ferrovie garantire sicurezza e decoro urbano, ci mancherebbe. Però sapere che un’infrastruttura pubblica diventa l’ennesima cattedrale nel deserto per problemi noti da decenni… beh, fa sempre un certo effetto.
I residenti si oppongono
E così, mentre i residenti si organizzano con una petizione, la periferia del IV municipio della Capitale continua la sua scalata al primato di zona più ignorata di Roma. Perché, anche se la stazione non serviva a moltissimi, toglierla è comunque un altro colpo per la mobilità già disastrosa di quella parte di città. Quando si dice “buttare via il bambino con l’acqua sporca”. Già.
Foto: Google Maps