Una platea sempre più ampia di persone è interessata dall’influenza stagionale. Quest’anno la circolazione del virus è sostenuta anche dalla variante K dell’A/H3N2. Gli specialisti si attendono numeri ancora in aumento, con un’ulteriore crescita dei contagi e un picco dell’epidemia previsto nel mese di gennaio.
Quanto dura l’influenza e quali sono i sintomi
Come spiega la direttrice della struttura di Malattie infettive del Policlinico di Milano, Alessandra Bandera, il tempo di incubazione è piuttosto breve. I primi segnali compaiono generalmente entro due giorni dall’esposizione al virus. La capacità di trasmettere l’infezione può iniziare già 24 ore prima dell’esordio dei sintomi e proseguire per circa 5 giorni, arrivando in alcuni casi anche a 10.
La malattia dura mediamente tra una e due settimane, anche se la sensazione di affaticamento può protrarsi più a lungo, soprattutto negli anziani e nelle persone più fragili.
I disturbi più comuni comprendono febbre alta, dolori muscolari, tosse, spossatezza intensa, cefalea, brividi, scarso appetito e mal di gola. Nei bambini possono manifestarsi anche nausea e diarrea. Nei soggetti a rischio non sono escluse complicanze importanti, come polmonite, problemi respiratori, stato confusionale e disturbi a carico del cuore.
Contagio
Il virus influenzale si diffonde soprattutto attraverso l’aria, mediante le goccioline emesse quando si parla, si tossisce o si starnutisce, in particolare in spazi chiusi e molto frequentati. Il contagio può avvenire anche toccando superfici contaminate e portando poi le mani a bocca, naso o occhi. Nei bambini e nelle persone con difese immunitarie ridotte, la fase di contagiosità può essere più prolungata.
Le attese
Il virologo Fabrizio Pregliasco anticipa “numeri in aumento”, con circa un milione di casi di infezioni respiratorie acute e una percentuale crescente attribuibile all’influenza vera e propria. L’andamento resta in fase di espansione, con un impatto particolarmente significativo tra i bambini nella fascia 0-4 anni. “Le conseguenze complessive delle festività natalizie, tra spostamenti, incontri e contatti ravvicinati, emergeranno soprattutto con la ripresa delle scuole”, sottolinea l’esperto. Gennaio è il mese indicato come il periodo in cui si raggiungerà il massimo dei contagi.
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