Altro che startup e innovazione: a Roma il nuovo trend digitale si chiama “jackpotting” (o, per chi preferisce, “cashout”). L’arte sopraffina di convincere un bancomat a sputare soldi come una slot machine impazzita. Tutto merito di un malware che, connesso da remoto, trasforma l’ATM in una fontana di banconote per ladri 2.0 pronti a raccogliere il getto di denaro e svanire come illusionisti.
Sorpresi mentre “operavano”
Ma la festa è stata rovinata a tre cittadini rumeni “beccati” con le mani nel sacco, anzi nel bancomat. I carabinieri del Gruppo di Frascati. Coordinati dal pool di magistrati capitanati dall’aggiunto Giovanni Conzo del dipartimento Criminalità diffusa e grave. li hanno sorpresi presso due sportelli in via Casilina.
Meglio di Missione impossibile
Il trio, secondo gli investigatori, lavorava in perfetta sincronia con un quarto cervellone informatico comodamente a casa, intento a premere tasti e dare ordini ai bancomat come se stesse ad un videogioco. L’operazione avveniva attraverso cavi di rete e un computer remoto, l’hacker ha cercato di far partire la cascata di contanti. Ma non è finita bene. Così adesso i tre “esperti” risultano indagati per associazione a delinquere, accesso abusivo a sistema informatico e furto aggravato.
Le indagini hanno inoltre svelato che il trio non si limitava a Roma. Pare avessero esportato la loro “innovazione criminale” in mezza Italia, perché se si deve fare una start-up del crimine, meglio pensare in grande. Per due di loro, poi, si tratta quasi di un tour europeo: erano già ricercati in Belgio dal 2021 per attività simili a Sint-Niklaas e Dessel.
Foto: x.com/_Carabinieri_