Lotta agli evasori del biglietto, Atac soffre carenza controllori

I portoghesi

Oggi li chiamiamo “furbetti del biglietto”, fino a qualche tempo fa erano invece indicati come “portoghesi”. Un’espressione che deriva da un evento storico del ‘700, quando a Roma, l’ambasciatore portoghese invitò gratuitamente i propri connazionali a una inaugurazione del Teatro Argentina. Quel giorno però molti romani si spacciarono per portoghesi per approfittare dell’ingresso libero, dando origine al modo di dire.

A Roma è un’abitudine dura a morire

Comunque li si voglia indicare, nella Capitale, salire sull’autobus senza biglietto è una cattiva abitudine piuttosto diffusa. Un po’ come il calcetto del giovedì sera, ma con più adrenalina e meno fair play. Qualcosa tuttavia si muove nella crociata anti-furbetti, e gli incassi crescono. I controllori però sembrano sempre più una specie in via di estinzione.

Il direttore commerciale di Atac

A raccontarlo, durante un’audizione in Campidoglio è il direttore commerciale di Atac, Fabrizio Frustaci. Spiega che: in tutta Roma, l’azienda ha a disposizione 237 controllori. Effettivamente un numero piuttosto esiguo per una città grande quanto un piccolo Stato.

Questi eroici verificatori si ritrovano all’alba in alcune basi strategiche: Anagnina, Termini, Eur Fermi, Ponte Mammolo, e poi via, in squadre da due a sei, a dare la caccia ai “portoghesi” del trasporto pubblico. Gli orari vanno dalle 6 alle 20, ma presto potrebbero allungarsi fino alla chiusura della metro, con tanto di premio per i temerari che accetteranno di inseguire passeggeri sospetti sotto la luna piena.

Quante sono le verifiche?

Su 52 milioni di passeggeri all’anno, sono stati eseguiti solo 3 milioni di controlli nel 2024. Un’evasione del 6-7% sugli autobus, che scende al 3% nelle metro, dove i tornelli fanno ancora il loro sporco lavoro meglio di chiunque altro.

Le multe però non mancano: nel 2024 ne sono state elevate 179.417, con 6,6 milioni di euro incassati. Un record, considerando i 5,1 milioni del 2019 e i 6,4 milioni del 2023. Insomma, con le stesse risorse e pochissimi controllori, i soldi arrivano lo stesso. Un piccolo miracolo romano?

Il Tap&Go

La vera star della storia però è il Tap&Go: il sistema che ti fa pagare con carta direttamente ai tornelli, senza la caccia al biglietto nelle edicole. Lanciato nel 2019, è passato da 1,4 milioni di incassi a quasi 39 milioni nel 2024. E per il 2025 le previsioni punterebbero dritte ai 70 milioni.

Dal Campidoglio dicono che “Il Tap&Go sta cambiando le abitudini di viaggio”. E anche il biglietto agevolato per gli under19 ha fatto salire tanti ragazzi sui mezzi, con 88mila abbonamenti nel 2024 e l’idea è di arrivare a 100mila. Un buon risultato, tanto che si sta pensando di allargare la cosa agli under 26.

Il problema dello scarso personale però rimane

Pochi controllori, troppe linee, e la burocrazia che rende impossibile esternalizzare senza mille firme e autorizzazioni. In poche parole: la tecnologia vola, gli incassi pure, ma la lotta ai furbetti del biglietto a Roma è ancora lunga.

Viene da pensare ai tempi in cui su un mezzo pubblico, oltre all’autista c’era il bigliettaio. Sarebbe oltretutto una presenza di supporto agli autisti che spesso si ritrovano qualche esagitato che dà in escandescenze, specie di notte. Ma il bigliettaio costa e Atac preferisce sperare di avere la botte piena e la moglie ubriaca.

Foto: ilmarforio.it

Recent Posts