Gli ausiliari del traffico, ci tengono a precisare dal Comune, non nasceranno per “fare cassa” (ci mancherebbe), bensì per regalare a Roma il miracolo della “fluidità del traffico”.
Ad annunciare questa improvvisa epifania urbana è stato l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, intervenuto in una serissima audizione davanti alle commissioni Mobilità e Bilancio. Il responsabile dei trasporti capitolini ha illustrato il piano ormai alle porte per moltiplicare le strisce blu. E già che c’era, ha anche spiegato che l’amministrazione vuole trasformare gli ausiliari in qualcosa di più di semplici controllori di parchimetri.
Più strisce blu
Lo scorso agosto la giunta capitolina ha dato il via libera a una delibera che, con un colpo di spugna, cancella 16.000 parcheggi gratuiti e porta quelli a pagamento da 70.000 a 100.000. Un salto di qualità, insomma. Ma non finisce qui, perché nel pacchetto sono inclusi anche ritocchini alle tariffe e l’eliminazione di alcune agevolazioni e abbonamenti. Un piano che, una volta rodato, potrebbe far piovere sulle casse comunali centinaia di milioni di euro. Naturalmente, solo per caso.
Ausiliari del traffico: da controllori a sceriffi urbani
Con più strisce blu arriva inevitabilmente anche il bisogno di più ausiliari del traffico, chiamati a vigilare sul sacro pagamento del ticket. Ma secondo Patanè questo non basta, l’idea è di potenziarne i poteri, così da non farli più sembrare semplici figuranti della sosta.
Nel nuovo disegno capitolino, gli ausiliari dovranno garantire l’ordine stradale, intervenendo su tutte quelle infrazioni che intralciano la circolazione. Auto in doppia fila, macchine parcheggiate agli incroci, mezzi lasciati dove capita e che bloccano bus e tram. Tutto rientra nel nuovo raggio d’azione.
Tanti parcheggi a pagamento e tanti ausiliari del traffico
È previsto anche un rapporto preciso tra numero di ausiliari e stalli a pagamento, così da assicurare una copertura capillare del territorio e un controllo ancora più stretto delle zone “valorizzate”. Patanè, però, ha voluto rassicurare tutti: l’aumento delle strisce blu e l’espansione dei poteri degli ausiliari non servono a riempire le casse comunali. Sono utili invece per costituire un raffinato “strumento di regolazione urbanistica”. In pratica il messaggio è chiaro: i soldi sono solo un trascurabile effetto collaterale. Già!
La piccola consolazione dei parcheggi di scambio
Per i parcheggi di scambio vicino alle stazioni della metro, almeno per ora, resta la gratuità per chi ha l’abbonamento Metrebus. I residenti, invece, potranno usufruire di una tariffa notturna “agevolata”, che dovrebbe restare sotto i 100 euro al mese. Un affare, considerando il contesto.
Il dibattito sta già animando i social e c’è chi si domanda perché invece non si provveda a costruire parcheggi sopraelevati gratuiti. Ma la risposta è ovvia: allargare il numero dei parcheggi a pagamento riducendo quelli liberi, non comporta spese, semmai (a Patanè piacendo) costituisce un guadagno per l’amministrazione.
Foto: parkingroma.it