Esperienze di vita vissuta: Pietro Coffano si racconta
Vive nella Capitale da otto anni: si è trasferito per inseguire la sua più grande passione, il teatro. Il legame tra Piero e il teatro si rafforza nel 2004, quando ascolta in televisione un messaggio di Papa Francesco rivolto ai giovani che gli rimane impresso nel cuore: “Non lasciatevi rubare la speranza.” Una frase che Piero ripete ancora oggi, come bussola nella sua vita artistica e spirituale.
Ma ciò che sceglie di raccontarci oggi è la sua esperienza di fede, custodita per anni nel silenzio più profondo. Tutto inizia ai tempi della scuola elementare, sempre pronto a sostenere “i più timidi”, come preferisce chiamarli, convinto che non siano la povertà o la fragilità a definire il valore di una persona.
A Lourdes conosce realtà diverse, vede con i suoi occhi la sofferenza e la gioia dei malati giunti da lontano per chiedere una grazia alla Vergine. È in questo contesto che incontra Don Gianni Toni, che lo guida in un pellegrinaggio intenso e profondo. Don Gianni, che Lourdes la conosce “meglio delle sue tasche”, conduce Piero alla scoperta dei luoghi di Santa Bernadette e gli regala racconti e aneddoti che lo affascinano.
Quando gli chiediamo dell’esperienza come volontario del Giubileo, che lo ha impegnato dal 21 dicembre 2024 fino al 6 gennaio 2026 (con la chiusura della Porta Santa), ci tiene a ringraziare ancora una volta don Giulio per averlo spronato a vivere questa esperienza.
“È stato un anno intenso, racconta, sempre a contatto, ogni giorno, con tantissime persone. Sono stati circa 33 milioni i Pellegrini e 6 mila volontari provenienti da 185 paesi. Un’esperienza che arricchisce l’anima.”
Ha svolto gran parte del suo servizio al punto di accoglienza dei pellegrini, dove li ha accompagnati nella preparazione al pellegrinaggio verso la Porta Santa della Basilica di San Pietro. Proprio nel mese di luglio, in occasione del Giubileo dei Giovani, accoglie con sorpresa, tra i tanti fedeli, anche il Vescovo della Diocesi di Caltagirone (CT) Calogero Peri, insieme al giovane sacerdote Rudy Montessuto e a una rappresentanza della diocesi stessa.
Gli incontri avvenuti durante questo Anno Giubilare sono stati numerosi: l’incontro con Papa Francesco il 6 giugno 2024, al grande Giubileo dei Giovani a Tor Vergata, con un milione di partecipanti da tutto il mondo, fino all’incontro con Papa Leone l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata. In quell’occasione Piero era in servizio con l’UNITALSI, insieme all’amico Franco Di Tella, conosciuto proprio durante il Giubileo.
“Ero lì per assistere i malati”, racconta emozionato, “quando Papa Leone è passato a stringere le mani e impartire la sua benedizione”.
Tra i tanti volontari che hanno svolto questo servizio al Giubileo, Piero porterà per sempre nei suoi ricordi e tra le sue amicizie anche Silvia, una ragazza colombiana, David dal Cile, José venezuelano, Miriam messicana, Luis dall’Ecuador e molti altri.
La storia di Piero è il racconto di un uomo che non ha mai smesso di cercare, di donarsi e di credere. È la prova che la fede può camminare accanto ai sogni, che il talento può convivere con il servizio, e che ogni incontro, se vissuto con cuore aperto, può trasformare una vita.
Piero ci ricorda che la speranza non è un’emozione passeggera, ma una scelta quotidiana. È la luce che si accende nei momenti più difficili, il coraggio di rialzarsi, la forza di credere che Dio opera anche nei silenzi e nelle piccole cose. La sua testimonianza invita ciascuno di noi a non smettere mai di cercare il bene, di tendere la mano, di lasciarsi guidare dalla fede.
Perché, come spesso ripete, “la speranza non si lascia rubare: si coltiva, si vive e si dona.”