Proposta in Campidoglio per distanza minima impianti Gpl dalle abitazioni

Dopo la drammatica esplosione alla stazione di servizio in via dei Gordiani, al V Municipio della Capitale, al Campidoglio arriva una proposta che rivede la distanza di sicurezza dagli impianti. Quel venerdì 4 luglio ci ha insegnato che l’attuale distanza è insufficiente. La deflagrazione colpì palazzi che erano ben oltre le distanze di sicurezza fissate dalla legge. La considerazione è che quelle regole che erano già ridicole prima, ora sono semplicemente assurde.

La normativa attuale (figlia della delibera 26 del 2008) stabilisce dove si possono piazzare i distributori. Il Movimento 5 Stelle ha però deciso di dire basta a criteri che sembrano scritti più per favorire gli impianti che per proteggere i cittadini. Con una proposta che punta a rivoluzionare il cosiddetto “Piano carburanti” comunale, chiede distanze cinque volte maggiori e finalmente un po’ di buon senso quando si parla di sicurezza.

Nel nuovo testo, che ora è al vaglio dei Municipi prima di approdare in Aula Giulio Cesare, è scritto chiaro: niente più impianti a ridosso di case, scuole, ospedali o luoghi pubblici. La distanza minima? Cinquecento metri. Un’enormità rispetto ai ridicoli limiti nazionali: 200 metri per il GPL e appena 20 metri per il metano.

A illustrare la proposta sono state l’ex sindaca Virginia Raggi e la capogruppo della civica Raggi al Municipio IX, Carla Canale. Hanno inoltre ricordato come, due mesi dopo l’esplosione, i condomini danneggiati aspettino ancora interventi seri. Serramenti divelti, abitazioni devastate, famiglie lasciate sole a pagare di tasca propria. E la politica? Sempre ferma a discutere, finché il prossimo incidente non riempirà di nuovo le cronache.

Il messaggio è semplice: la sicurezza non può più aspettare. Ma intanto, mentre i palazzi restano lesionati e i cittadini abbandonati, resta da vedere chi avrà il coraggio di far passare questa riforma senza affossarla nei soliti giochi di palazzo.

Foto: money.it

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