Sono da poco passate le 22 e alla Magliana, quartiere del XI Municipio della Capitale, un uomo entra e chiede se possono prestargli 30 euro. L’uomo ha il candore di chi chiede un pacchetto di caramelle, un signore qualsiasi che non ha certo l’aria minacciosa. Dal farmacista non ottiene nulla e lui, forse in preda alla disperazione del bisogno, estrae una pistola. La richiesta adesso diventa una minaccia, l’uomo, un sessantenne, ora è deciso vuole quei 30 euro.
Tutto cambia aspetto
La scena si è capovolta in una farsa tragica, puntando quella pistola al farmacista, l’ha costretto a mollare il piccolo tesoro che reclamava con la serietà di un imperatore affamato. Il bottino della rapina è quello ambito, un gruzzolo ridicolo: 30 euro tondi tondi. Il malcapitato titolare, gelato dal terrore, consegna i soldi come fossero l’ultima reliquia di famiglia. Il rapinatore, soddisfatto del suo misero furto, sparisce subito dopo, lasciando dietro di sé un’aria di sconcerto.
Pochi o tanti, scatta la legge
La quiete è tornata a colpi di lampeggianti blu: la polizia, avvertita dal farmacista, lo ha rintracciato a poca distanza. Addosso aveva ancora i soldi e quella pistola che, al solo sguardo, aveva gelato le vene del farmacista. Un’arma micidiale? Macché: si trattava solo di un giocattolo da bancarella.
Così, il sessantenne è stato denunciato, e i trenta euro sono tornati alla farmacia. Un episodio di due eroi sopravvissuti a una commedia dell’assurdo. Un pensiero però attraversa la mente di molti: quanti di noi, al cospetto di un uomo non più giovanissimo, riuscirebbero a girare la faccia ad una richiesta di pochi euro?
Foto generica di una farmacia