Troppe richieste al bando bonus affitti e diventa un’elemosina ai romani

Lo stanziamento suonava come una cifra solenne, quasi epica: un milione di euro! La Fondazione Roma lo sventolava come bandiera di salvezza per le famiglie numerose alle prese con l’incubo dell’affitto. 1.000 euro a nucleo, mille famiglie aiutate, il piano era semplice, lineare, perfino rassicurante.

I conti senza l’oste

Peccato che la realtà sia entrata in scena come un bulldozer. Alla chiusura del bando, le domande erano 9.300, nove volte di più del previsto. Un esercito di famiglie in difficoltà che ha mandato in frantumi i conti della promessa iniziale. Con quei soldi, il “maxi-contributo” rischia di ridursi a un misero obolo, qualche centinaio di euro a famiglia. Una somma che non copre manco un mese di affitto.

Moltissime famiglie chiedono aiuto

La situazione presentata da Alice Sette del dipartimento Patrimonio durante l’ultima commissione congiunta, è impietosa. Oltre al bando della Fondazione, con le sue 9.300 richieste, il Comune è stato travolto da altre 28mila domande legate al vecchio bando regionale da 15 milioni di euro. In totale sono più di 37mila le famiglie romane in fila per un aiuto. Un numero che spaventa e sorprende, il dramma abitativo della Capitale non ha bisogno di effetti speciali, è già sensazionale così.

La ricerca di interventi aggiuntivi

Il Campidoglio prende atto della drammaticità dei numeri e prova a rattoppare la tela. la Fondazione Roma è disposta a mettere sul piatto altri 500mila euro, mentre il Comune chiederà alla Regione di liberare 2 milioni avanzati dal bando del 2022. Se tutto andrà liscio, ogni famiglia si porterà a casa 550 euro. Non i mille promessi, ma meglio di niente, si dirà. Peccato che, come fanno notare i consiglieri Trombetti e Converti, se i soldi arrivano un anno e mezzo dopo, il rischio è che servano solo a pagare gli arretrati.

La soluzione ci sarebbe

La vera rivoluzione, dicono in Campidoglio, dovrebbe essere la delibera 185, approvata a giugno. Un assegno universale fino a 900 euro al mese, erogato con continuità, senza bandi straordinari e senza le attese bibliche a cui le famiglie si sono ormai rassegnate.

Nel frattempo, resta la scena di oggi: migliaia di famiglie con l’acqua alla gola e un aiuto che, nella migliore delle ipotesi, basterà appena a restare a galla per qualche giorno.

Foto: investiamo.tinaba.it

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