Trump nega missili a lungo raggio all’Ucraina, ecco perché

Con il suo solito stile da paciere dell’ultima ora, Donald Trump ha prontamente negato qualsiasi intenzione di fornire all’Ucraina quei fastidiosissimi missili a lungo raggio. Sarebbero in grado di far tremare anche le matrioske più interne del Cremlino. “No, non abbiamo alcun piano del genere”, ha dichiarato con una serietà da premio Oscar, mentre lasciava la Casa Bianca. Come se bastasse una porta chiusa alle spalle per sigillare decisioni geopolitiche. Lo riferisce la CNN, ancora una volta costretta a interpretare l’oracolo trumpiano.

Ma sotto sotto…

Eppure, durante le sue conversazioni da dietro le quinte con i partner europei, l’ex imprenditore prestato alla politica non ha proprio sbarrato tutte le porte. Si sarebbe detto disposto a lasciar passare qualche “giocattolo” offensivo verso Kiev. Parliamo di armi che Zelensky sogna da tempo come un bambino davanti alla vetrina di Natale, ma che l’America finora aveva tenuto sotto chiave. Fonti ben informate assicurano alla CNN che queste possibilità non sono affatto sparite nel nulla.

Non si deve colpire Mosca

A rincarare la dose, Trump ha poi smentito, con la stessa convinzione di chi nega di aver mangiato l’ultima fetta di torta con le briciole ancora in bocca, di aver mai spinto Zelensky a puntare direttamente Mosca. “No, non dovrebbe colpire Mosca”, ha risposto, lasciando intendere che, certo, magari un buffetto su San Pietroburgo sarebbe più educato.

Ultimatum di quelli che fa paura (ma anche no)

Nel frattempo, l’uomo del “grande accordo” ha confermato di aver lanciato a Vladimir Putin un ultimatum di 50 giorni. Sì, cinquanta giorni per salvare il mondo — come nei migliori film catastrofici. E se il Cremlino non accetta di negoziare? Scattano le “tariffe severe”, una punizione temibile quanto un brutto voto in condotta. Da Mosca tuttavia questo ultimatum non sembrerebbe aver destato preoccupazioni, almeno così replica l’establishment, che definisce ridicola la minaccia.

La pace nel mondo

Il tutto arriva a ridosso di un articolo del Financial Times, che suggerisce un Trump più bellicoso nei colloqui privati. Pare che in una telefonata si sia informato con garbata curiosità se fosse tecnicamente possibile colpire Mosca con armi americane. E per concludere, la perla filosofica del giorno: “Io non sto con nessuno. Sto con l’umanità”. Lo ha detto con l’aria di chi ha appena inventato la pace universale. “Voglio fermare le uccisioni di migliaia di persone ogni settimana”. Un desiderio nobile, certo, espresso con la stessa aria con cui risponde miss Italia alla domanda: “cosa desideri?”.

Foto: it.insideover.com

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