Una fondazione che riceve milioni da istituzioni e università

Un meccanismo semplice ma insidioso

Detto molto in sintesi, lo scopo delle fondazioni è quello di tutelare, promuovere, supportare o studiare determinate attività umane, gruppi di persone, ambiti connessi alla Ricerca, e così via. Queste fondazioni vivono grazie al sostegno dei fondatori, dei partecipatori, degli iscritti e degli attivisti. Ma anche e soprattutto grazie alle donazioni di privati e di Associazioni, Enti, istituzioni. In tutto ciò non c’è nulla di male, niente di sbagliato. Si provi però a supporre che una Fondazione per la tutela della genuinità alimentare, riceva un cospicuo sostegno da un produttore di glifosato… Come potrà poi eventualmente schierarsi contro di questo?

Soldi pubblici cercasi, fondazione trovata

Dalla Regione Lazio targata Nicola Zingaretti arriva il contributo per studiare la solitudine degli anziani. Mentre la Fondazione Giuseppe Di Vittorio della Cgil continua la sua specialità: la raccolta punti… rigorosamente statali. Ministeri, università, enti pubblici, nessuno sembra mancare all’appello. Del resto, quando una fondazione è controllata al 100% dal sindacato e nel Cda siede anche Maurizio Landini, la porta dei finanziamenti si apre più facilmente di un tornello.

Dal Politecnico ai ministeri

Secondo le ricostruzioni, negli ultimi tre anni il fiume di denaro pubblico che ha irrigato la Fondazione Di Vittorio ha raggiunto quota 1 milione e 200mila euro. Altro che solitudine, qui la compagnia non manca. Solo nel 2022 entrano in cassa 410mila euro, grazie a una collezione di ben otto progetti. I partner? Il solito giro: Politecnico di Milano, ministeri del Lavoro, degli Interni, dei Beni culturali. Una rimpatriata istituzionale.

L’INAIL non si risparmia e “gli altri” seguono

La fetta più grande della torta arriva dall’Inail: 190mila euro per formare le piccole e medie imprese. Poi 161mila euro dal Viminale, fondi europei Fami, per proteggere i minori stranieri, progetto nobile, per carità, in compagnia dell’Università di Bari. Non poteva mancare il Politecnico di Milano, che mette sul tavolo 27mila euro per riflettere sui nuovi modelli del lavoro digitale. E siccome leggere fa sempre bene, ecco altri 40mila euro dal ministero dei Beni culturali per sostenere le biblioteche. Ufficialmente per custodire i libri della Cgil; ufficiosamente per allargare il raggio d’azione, sempre grazie allo Stato.

Nel 2023 il raccolto cala: “appena” 160mila euro. Ma la compagnia resta la stessa: Interno, Lavoro, Inail e, manco a dirlo, Politecnico di Milano che aggiunge 26mila euro per studiare l’effetto Covid sul lavoro. Una riflessione che, a quanto pare, val bene un assegno.

Il vero boom arriva nel 2024: 650mila euro di fondi pubblici. Il premio fedeltà lo assegna il ministero del Lavoro con 498mila euro per il progetto Discuss per formare i sindacalisti della Cgil. Chi paga? Non il sindacato, naturalmente, ma lo Stato.

Il tour universitario continua

Perugia versa 28mila euro per esplorare “nuove strade del lavoro”. Inail aggiunge 77mila euro. I Beni culturali altri 34mila per i libri. E il Politecnico di Milano, che non manca mai, partecipa con solo 11mila euro, poco (si fa per dire), ma l’importante è partecipare. Il meccanismo è rodato, la rete è efficiente.

La Fondazione è viva e lotta insieme a noi

Già, vive (e prospera) di fondi pubblici, distribuendo nel frattempo incarichi e poltrone ai dirigenti Cgil. Al timone c’è Francesco Sinopoli, ex segretario della Cgil Scuola, promosso alla guida direttamente da Landini. Una struttura che funziona proprio come un partito: i fedelissimi al posto giusto.

Non è una questione ideologica

La promozione della generosità, non è figlia dell’ideologia partitica, lo si evince proprio perché scavando nel passato, le cose non cambiano. Tra i governi Conte II e Draghi, salta fuori oltre 1 milione di euro per workshop, formazione, sviluppo sostenibile e, ovviamente, progetti contro la violenza sui minori stranieri. Un menù ricco e variegato.

E poi c’è la Regione Lazio, che ai tempi di Zingaretti non si è certo tirata indietro. Il 22 luglio 2020 LazioInnova, società in house della Regione, stacca un assegno da 21.179,02 euro per il progetto MySoli. Missione: combattere la solitudine degli anziani. Un’iniziativa lodevole, anche se, a giudicare dai finanziamenti, di soli qui non c’è proprio nessuno.

Foto: Fisac Abruzzo Molise

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