Una telecamera nel bagno, in un luogo che proprio non ti aspetti

Un episodio particolare è capitato nella solenne e insospettabile basilica di Sant’Antonino, a Sorrento. Un luogo dove ci si aspetterebbe preghiere e ceri accesi, non certo microcamere da film di spionaggio, nascoste nei bagni. E invece, una mamma e sua figlia, entrate per una pausa sacra (ma non troppo), hanno notato un oggetto particolarmente tecnologico per il bagno di un luogo sacro.

Chiamati i carabinieri

Sì, era proprio una microcamera, ben piazzata per riprendere chiunque osasse… fare pipì. Altro che confessionale: qui si rischiava di finire direttamente in un Grande Fratello non autorizzato. Le due donne, con più prontezza dei detective della TV, hanno subito chiamato i carabinieri. Questi, con la discrezione di chi entra in chiesa ma con il piglio di chi cerca prove, hanno sequestrato l’inquietante gingillo elettronico.

E ora sono molti gli interrogativi da risolvere

Adesso, la palla passa agli esperti: bisogna capire se la microspia fosse solo una decorazione hi-tech o se trasmettesse in diretta streaming i momenti più intimi dei fedeli. Per non parlare di quanto tempo fosse lì, silenziosa ad accumulare video. Chi l’ha piazzata? E quanta gente è finita nel suo campo visivo?

La procura di Torre Annunziata ha aperto un’indagine e, al momento, si procede contro ignoti (anche se l’ignoto in questione rischia grosso, specie se tra i filmati dovessero spuntare minori). Il rettore della basilica, intanto, non sarebbe tra i sospetti, probabilmente perché più avvezzo in rosari che in impianti di videosorveglianza fai-da-te.

Un fatto che ha destabilizzato i fedeli

Nel frattempo, tra i turisti e i fedeli è calato lo sgomento: chi va a visitare un luogo sacro non si aspetta certo di finire immortalato in un video. La basilica, simbolo spirituale e architettonico della Sorrento medievale, è scossa da un evento che ha ben poco di divino e molto di disturbante. La fede rimane, ma adesso si entra in bagno con un occhio al cielo… e l’altro al soffitto, in cerca di microcamere.

Foto: Google Maps

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