Lo scenario nazionale
Secondo i dati più recenti diffusi dall’ISTAT, ad aprile 2025 il tasso di disoccupazione in Italia era circa il 5,9%. Per tutto il 2025, ISTAT stima una media annua del 6,0%, con previsioni in calo al 5,8% per il 2026. L’andamento mensile di maggio 2025 ha mostrato una risalita al 6,5%, ma questo dato è più volatile e legato a variazioni congiunturali.
Le differenze territoriali: Nord, Centro, Sud
Come ormai è risaputo, non tutto lo Stivale presenta un andamento omogeneo dei valori relativi alla disoccupazione, Se è vero che in alcune aree del Paese, questa mostra segnali di grande preoccupazione, è altrettanto vero che in altre aree la tendenza è più confortante. Vediamo nel dettaglio le differenze tra Nord, Centro e Sud Italia.
Nord Italia
Al Nord i tassi di disoccupazione sono i più bassi nel Paese. Secondo i dati riferiti al 2020 (anche se in calo nel tempo), il Nord-Ovest era al 5,9% e il Nord-Est al 5,3%, per una media di circa il 5,7%. Regioni come la Lombardia, nel 2024 registravano medie prossime al 3,7%. In Emilia-Romagna, nel 2024 la disoccupazione era del 4,4%. in Friuli-Venezia Giulia, al 4,7% nell’anno 2023.
Centro Italia
Il settore dell’Italia Centrale, malgrado le più pessimistiche previsioni, si attesta su un livello intermedio. Nel 2020 il dato era attorno all’8,3%. In Toscana, nel 2023 il tasso era del 5,2%, quindi al di sotto della media nazionale.
Sud e Isole
I valori peggiorano se si guarda al Mezzogiorno d’Italia. Qui si concentrano le criticità maggiori. Sempre riferendosi al 2020, il tasso di disoccupazione era intorno al 16,9%. Un valore altissimo se paragonato al Nord e al Centro.
Dati inquietanti delle regioni
Per la Campania, nel 2024, il tasso era pari al 15,9%, ben al di sopra della media nazionale (6,6%). In Calabria, nel 2022 la disoccupazione si attestava al 14,6%.
Confronto con l’Europa
Secondo Eurostat, a giugno 2025 il tasso di disoccupazione nella Ue era del 5,9% e del 6,2% nell’Eurozona. Entrambi i valori sono in calo rispetto all’anno precedente.
La media italiana (aggiornata al periodo giugno/luglio 2025) è del 5,9–6,3% è dunque lievemente sopra la media Ue, ma in linea con quella dell’Eurozona.
Le categorie più a rischio
L’occupazione nel Paese, non è affatto trasversale, si nota un disallineamento dell’occupazione di giovani e donne, rispetto agli uomini. Queste categorie restano le più colpite. Nello specifico, il tasso di disoccupazione giovanile italiano (15-24 anni) si è attestato a circa il 18,7% a inizio 2025. Fortemente sopra la media UE del 14,6%.
Conclusioni
L’Italia, come detto, presenta forti disuguaglianze territoriali. Mentre al Nord i tassi di disoccupazione sono tra i più bassi d’Europa, al Sud il problema è ancora molto grave, con tassi tre o quattro volte superiori, appunto rispetto al Nord.
La media nazionale è in linea con l’Eurozona e leggermente superiore alla media UE.
Le fasce più vulnerabili sono i giovani e le donne, che scontano un divario significativo rispetto alla media europea.
Inoltre, sebbene l’economia italiana mostra segnali di stabilità, resta tuttavia fragile in assenza di una crescita robusta. Le previsioni ISTAT indicano un calo del tasso di disoccupazione nei prossimi anni, fino al 5,8% nel 2026. Sempre che lo scenario nazionale e internazionale non peggiori e non si vadano a compromettere i programmi attuali.
Avviso al lettore: I dati indicati nell’articolo erano tali al momento di andare in stampa, nel frattempo, alcuni valori potrebbero aver subito lievi variazioni decimali.
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