Guerra alla velocità con le zone 30, ma non al VI Municipio

La capitale sta attuando un piano piuttosto deciso contro la velocità dei veicoli nelle zone a rischio della città. Un po’ ovunque stanno aumentando le strade dove la velocità massima consentita è abbattuta ai 30 km orari. Il provvedimento riscuote pareri favorevoli e contrari di Municipio in Municipio. In larga misura però, è accolto con favore dai residenti che, specie a ridosso di scuole o altri punti sensibili, vedono in questa fase una svolta agli incidenti stradali, a volte mortali. Il Municipio VI tuttavia, non pare allineato a questa logica.

Il VI Municipio

Tutto sembrava apparecchiato per la prima Zona 30 nel VI Municipio, a Villaggio Breda. Dopo due anni di riunioni, pareri tecnici e timbri ufficiali, la delibera era pronta a sfrecciare verso il traguardo. E invece… si è schiantata in aula: il consiglio municipale l’ha affondata con un’astensione di massa del centrodestra.

Una proposta che risale a due anni fa

La proposta, era stata firmata dal consigliere Flavio Mancini (Pd) nel lontano 2023 voleva trasformare alcune strade iper-frequentate in un’oasi di calma per automobilisti dal piede pesante. Naturalmente sono quelle zone in prossimità di scuole, chiese, campetti sportivi e piazze. Nello specifico si tratta di via di Grotte Celoni, via Ernesto Breda, via Ercole Marelli e dintorni, fino a piazza Ersamo Piaggio. Strade note ai residenti per la loro pericolosità.

Tutti d’accordo ma con opportune segnalazioni

Gli uffici municipali e la polizia locale avevano già messo i puntini sulle “i”: ok alla Zona 30, ma con qualche dissuasore di velocità, attraversamenti pedonali rialzati e un po’ di segnaletica fresca di vernice. Niente di faraonico, aveva assicurato Mancini: il portafogli del Comune non avrebbe sofferto troppo.

E invece no! Tanti saluti alla delibera

La commissione Mobilità e la giunta municipale avevano già dato assenso e il 7 agosto scorso sembrava fatta, mancava solo il voto del consiglio. Ma al momento della verità, la maggioranza di centrodestra ha deciso di… astenersi. Pare per colpa di quelle famose “prescrizioni” tecniche. Risultato: la delibera è finita nel cestino. Perfino il consigliere Valter Mastrangeli, dalla minoranza, ha optato per l’astensione. A favore solo Pd e M5S, che però non bastavano a rianimare il progetto.

La delusione e lo sdegno del consigliere Mancini

Per Flavio Mancini, il vero problema non sta nei dossi o nei cartelli e dà sfogo alla sua delusione per la bocciatura di un provvedimento pensato per la tutela dei cittadini. “Villaggio Breda – dice il consigliere – è perfetto per una Zona 30, lo dicono i fatti. In consiglio facciamo un minuto di silenzio per le vittime della strada, e poi, quando tocca votare qualcosa di concreto, guardiamo altrove per calcoli politici”. Mancini ha ringraziato le colleghe Arnetoli e Filipponi per il sostegno, ma non ha nascosto la delusione: “Un po’ di amarezza c’è, ma non mollo. Anche salvare una sola vita vale lo sforzo”.

Intanto, la battaglia del centrodestra che sposa il parere di una parte di cittadini, contro le Zone 30 a Roma, non si ferma. Tra alcuni residenti che protestano e la sicurezza stradale, nel VI Municipio tutto resta fermo. Per ora il capitolo sicurezza sulle strade continuerà ad interessare altri quartieri in altri Municipi della città, sperando che non si debba attendere il prossimo incidente mortale per riaprire la pratica.

Foto: rsi.ch

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