Per l’anno scolastico 2025/2026, saranno chiusi 23 istituti scolastici, che si sommano ai 20 già previsti per l’anno scolastico che inizierà a settembre, portando il totale a 43 scuole che saranno accorpate secondo il piano della Regione Lazio. Inoltre, per l’anno scolastico 2026/2027, verranno eliminati altri 10 istituti. Pertanto, nel corso di tre anni, la Regione perderà un totale di 53 scuole.
Chiusi gli istituti con meno di 900 alunni
La riduzione del numero di istituti scolastici è la conseguenza del piano di dimensionamento scolastico, per il calo demografico a Roma. Dove le nascite sono diminuite del 30%. La misura riguarda in particolare gli istituti comprensivi. La riorganizzazione interesserà le scuole con meno di 900 studenti, che saranno accorpate con altri istituti vicini. Gli edifici continueranno a ospitare gli studenti, ma saranno privati di uffici amministrativi, segreterie e dirigenze scolastiche: diventeranno succursali di altri istituti. Questa situazione preoccupa alcuni territori, poiché i tagli hanno colpito scuole anche molto distanti tra loro o con un alto numero di alunni in condizioni di difficoltà.
Gli istituti coinvolti
L’Istituto Comprensivo Via Pirotta, situato al Quarticciolo e frequentato da molti studenti con background migratorio, sarà accorpato all’Istituto Comprensivo Via Luca Ghini di Tor Tre Teste a partire da settembre. Questa decisione ha suscitato proteste da parte della comunità scolastica del Pirotta, culminando in uno sciopero. Anche l’Istituto Comprensivo Antonio De Curtis di Torrenova e l’Istituto Comprensivo Via delle Alzavole di Torre Spaccata hanno presentato una petizione contro l’accorpamento. I municipi più colpiti dai tagli sono il II, V, VI, VII e IX.
Come succede
Il processo per determinare quali scuole accorpare inizia con i consigli di istituto, che inviano ai municipi una delibera indicando se vogliono mantenere il loro assetto attuale. Successivamente, la decisione passa ai municipi, poi al Comune e alla Città Metropolitana, per arrivare infine alla Regione.
Un modo sbagliato
Daniele Parrucci, delegato all’edilizia scolastica della Città Metropolitana ha spiegato: “Lo scorso anno, abbiamo proposto di ridimensionare solo 6 scuole per l’anno scolastico 2024/2025. La Giunta regionale ha però deciso di accorpare 20 istituti, sfruttando il decreto Milleproroghe. Il problema è il criterio che si seguito: sono state accorpate scuole molto distanti, basandosi solo sui numeri degli alunni. Le scuole con il numero più basso sono state chiuse”.
Il ricorso al Tar
Il Comune di Roma ha presentato un ricorso al Tar contro la delibera della Regione. Tuttavia, la sentenza potrebbe arrivare a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico, e nel frattempo gli istituti risulteranno già accorpati.La Regione ha già avviato il processo per selezionare altri 23 istituti da accorpare per l’anno prossimo. Approvando le “Linee guida sulla programmazione della rete scolastica per l’anno scolastico 2025/26”.
Aperto un tavolo di discussione
Il 22 luglio, la Città Metropolitana ha convocato un incontro a Palazzo Valentini con i Municipi e l’assessora alla scuola del Comune di Roma, Claudia Pratelli. Sul tappeto il tema del coordinamento delle proposte provenienti dai territori. Pratelli ha detto: “Quest’anno, consapevoli dei rischi, abbiamo iniziato a lavorare presto per valutare le esigenze delle scuole. Rigettiamo una logica esclusivamente numerica e proponiamo di considerare anche il contesto territoriale, poiché questi accorpamenti hanno un forte impatto sulle comunità locali. L’anno scorso sono state accorpate scuole in quartieri difficili, dove gli istituti rappresentano presidi educativi fondamentali. Se gli accorpamenti vanno fatti, allora si applichi la giusta logica”.
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