INPS, si va verso l’addio del Pin: SPID per i servizi, ecco le eccezioni

A partire dal 1° ottobre 2020, l’INPS non rilascerà più il PIN come credenziale d’accesso ai servizi del proprio sito internet. È questa la piccola rivoluzione interna preparata dall’ente, che ha deciso che sostituirà il vecchio sistema affidandosi esclusivamente dallo SPID, ossia il Sistema Pubblico di Identità Digitale: questo permette già ora di accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione.

Il passaggio allo SPID per i possessori di Pin sarà comunque graduale. A partire dal 1° ottobre, si avvierà una fase transitoria dalla durata ancora incerta, in cui non verranno rilasciati nuovi Pin agli utenti, salvo coloro che non possono avere accesso alle credenziali SPID, mentre i Pin già in possesso dagli utenti conserveranno la loro validità e potranno essere rinnovati alla naturale scadenza e fino comunque alla fine della fase transil’idea resta però quella di semplificare il rapporto dei cittadini con la PA, rendendo operative le politiche nazionali di digitalizzazione aperte ormai agli orientamenti europei.

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Dal 2012, l’INPS ha utilizzato un proprio sistema di accreditamento delle credenziali di accesso ai servizi on line e telematici, costituito da un codice identificativo personale (il Pin appunto) che consente a cittadini, imprese e intermediari di usufruire direttamente dei servizi dedicati. In questo modo, l’Inps è stata la prima Amministrazione pubblica a rendere disponibile sul web l’intera gamma dei servizi agli utenti. Successivamente, l’Istituto ha accolto nei propri sistemi informatici gli altri strumenti di autenticazione per l’accesso ai servizi web della pubblica Amministrazione: la Carta Nazionale dei Servizi, la Carta di Identità Elettronica e il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), il cui percorso di attuazione è iniziato nel 2013 ed è arrivato ai primi rilasci di identità digitali a cittadini e imprese nel corso del 2016.

Già dal suo avvio, l’Inps ha consentito l’accesso ai propri servizi anche tramite il sistema SPID, rendendolo successivamente obbligatorio per i Patronati e i CAF, quale metodo di autenticazione per l’accesso ai servizi loro dedicati in luogo del PIN.

Cos’è invece lo SPID? Con questo sistema, gli utenti hanno possibilità di interagire con l’intero sistema pubblico e i soggetti privati aderenti. L’identità digitale SPID, che possiede credenziali di livello 2 o 3, può essere utilizzata anche per l’accesso ai servizi in rete delle pubbliche amministrazioni di tutta l’Unione Europea.

A questo nuovo sistema che verrà introdotto dal 1° ottobre, tuttavia, ci sono delle eccezioni: il Pin dispositivo sarà comunque mantenuto per gli utenti che non possono avere accesso alle credenziali SPID, per esempio i minori di 18 anni e i soggetti extracomunitari, ma comunque soltanto per i servizi a loro dedicati.