La metro C si avvicina a Castelverde. Una storia che risale al 2008

A Roma bastano poche centinaia di metri per passare dal “non si può” al “wow, siamo connessi!”. C’è una storia d’amore lunga quasi quindici anni, anche se, più che una love story, è una soap opera urbanistica, la cui puntata pilota risale al 2008, proseguita poi nel 2013. Infine è stata rilanciata nel 2022, a cura del Municipio VI. È la telenovela di Castelverde, quartiere di Romano che da anni sogna un collegamento diretto con la Metro C, senza dover affrontare l’eroica traversata di via Massa San Giuliano, quella sempre più simile a una pista d’auto tamponate che a una strada.

Quel paio di chilometri che fa la differenza

Un sogno rimasto nel cassetto… ma stavolta il cassetto pare essersi finalmente aperto. Il Campidoglio, in un raro momento di romanticismo infrastrutturale, ha deciso di rispolverare il progetto del 2008 e dargli una rinfrescata, adattandolo ai tempi moderni, quelli di bici elettriche, monopattini e traffico che non dorme mai. L’idea, semplice ma geniale: costruire un collegamento di 2,3 chilometri per far arrivare i cittadini alle stazioni Graniti e Pantano senza stress e con un pizzico di sostenibilità.

Un percorso pensato (finalmente) con criterio

La prima parte del tracciato parte da Castelverde e non passa da via Massa San Giuliano. Segue invece un percorso alternativo, pensato già anni fa per dare ai bus una chance di arrivare in orario almeno una volta nella vita. Il collegamento attraversa via Ortona de’ Marsi fino a via Prenestina Polense, collegando la periferia alla rete metro e alla Prenestina, fino all’A24. L’obiettivo ora è rimettere a lucido il tratto finale con piste ciclabili, strade più larghe e qualche rotatoria, così da evitare il solito caos a tre corsie improvvisate.

Cantieri, speranze e traffico (temporaneo)

Quando i lavori partiranno, vedremo ruspe e transenne tra via Prenestina Polense, via Prenestina, via Rocca Cencia e via Roccaforte del Greco. Tutto per dare a Castelverde un collegamento degno di questo nome. Si trasformerà un quartiere “fuori da tutto” in uno dove lasciare l’auto a casa non sia un atto eroico ma una scelta intelligente.

Dopo anni di attese, promesse e faldoni impolverati negli uffici comunali, quel progetto dimenticato potrebbe davvero vedere la luce. Un piccolo passo per l’uomo, un grande balzo per la viabilità romana.

Foto: Roma Mobilità