Le pietre d’inciampo, o Stolpersteine, sono piccoli blocchi quadrati in ottone inseriti nel selciato davanti all’ultima abitazione scelta dalle vittime prima degli arresti e delle deportazioni: ogni pietra riporta il nome, la data di nascita e il destino tragico di uomini e donne perseguitati dal nazifascismo e dal regime di occupazione tedesco. Questo intervento artistico di Gunter Demnig – diffuso in decine di Paesi europei – trasforma il tessuto urbano in una mappa di memoria quotidiana, dove il passante “inciampa” letteralmente nella storia e nella dignità di chi non fece più ritorno.
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Raffaele Aversa, nato a Labico nel 1906, fu un ufficiale dell’Arma dei Carabinieri che dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 rifiutò di collaborare con i tedeschi e si spese per organizzare la Resistenza tra i carabinieri, coordinandosi con il Fronte Clandestino di Resistenza dei Carabinieri e con le forze partigiane romane. Arrestato dalla polizia nazista il 23 gennaio 1944 e detenuto nella sede SS di via Tasso, sopportò due mesi di torture senza cedere informazioni. Fu quindi incluso nella lista di prigionieri scelti per la rappresaglia scaturita dall’attentato di Via Rasella e assassinato alle Fosse Ardeatine, dove furono uccisi 335 uomini come risposta criminale all’attacco partigiano. Aversa è stato insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria per il suo coraggio e il suo impegno nella difesa della legalità e della libertà.
Alla cerimonia hanno preso parte alcuni studenti dell’IC Laparelli e l’Arma dei Carabinieri, in particolare la Compagnia Casilina e l’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo. Presente anche il presidente del Municipio Roma V, Mauro Caliste, che ha ricordato come “la posa di ogni pietra d’inciampo non sia un semplice rito commemorativo, ma un atto di responsabilità civile che ci impone di custodire la memoria storica, di trasmetterla alle giovani generazioni e di ancorare la nostra comunità alla lotta per la libertà e i diritti umani.” Il presidente ha sottolineato il valore di queste installazioni come strumenti di educazione civica permanente, fondamentali per comprendere il legame tra passato e presente e per contrastare ogni forma di negazionismo e di odio.
Grazie al coinvolgimento delle scuole e alla partecipazione attiva delle realtà locali, il progetto Inciampi nella memoria continua a essere un ponte tra passato e futuro, un invito a fermarsi, leggere, riflettere e non dimenticare mai le vite spezzate da un’epoca di barbarie.