Scuola e temperature alte, due elementi in forte contrasto

Ogni anno, puntuale come una bolletta, arriva il solito problema: le scuole diventano forni, le temperature salgono, le aule si trasformano in saune. Studenti e insegnanti passano le ore di attività didattica fiaccati dal microclima insopportabile. In molte regioni italiane, poi, l’estate sembra avere l’abitudine di cominciare a maggio, cogliendo tutti impreparati. Climatizzatori? Ventilatori? Evidentemente sono roba da fantascienza.

Il parere del meteorologo Giuliacci

Da qui, l’idea che sta iniziando a far breccia nella mente di molti: spostare la chiusura dell’anno scolastico a fine giugno e ripartire a ottobre, così da scansare i mesi più torridi. Il meteorologo Mario Giuliacci, non solo approva, ma porta anche prove. “L’estate “seria”, quella con temperature da deserto del Sahara, ormai si allunga fino a settembre inoltrato”. Addio alla famosa “burrasca di Ferragosto” che una volta dava tregua: oggi il caldo non molla fino a ottobre, e anzi, giugno è peggio di settembre. Insomma, aggiungere giorni a giugno togliendoli a settembre rischia di essere come buttare benzina sul fuoco.

La Rete Studenti Medi del Lazio

Anche Bianca Piergentili, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi del Lazio, appoggia l’idea di rivedere il calendario. A suo giudizio, si potrebbe davvero migliorare la vita degli studenti. Certo, servirebbero anche riforme più ampie. Magari iniziando a pensare alla classe non come un forno con banchi, ma come uno spazio flessibile: lezioni all’aperto, gite, esperienze immersive… Cose che fanno bene al cervello e pure alla pelle (con un po’ di crema solare, ovviamente).

Il discorso, però, non è solo scolastico: c’entra anche la salute e la sicurezza. E soprattutto il dover fare i conti con un clima che ormai sembra scritto da uno sceneggiatore di film catastrofici. Le scuole italiane, infatti, sono spesso vecchie come i registri di classe in formato cartaceo e non proprio progettate per affrontare temperature da record. Per questo il governo ha deciso di rimpolpare il Fondo unico per l’edilizia scolastica con 10 milioni di euro extra per il 2025 e il 2026. Stanziamenti destinati a interventi urgenti per mettere in sicurezza gli edifici. Lo dice il D.L. 45/2025 – A.C. 2420, (nome da astronave, ma con contenuti molto più terreni).

Resta da capire se, oltre a rifare i muri e aggiungere qualche impianto, qualcuno al Ministero voglia anche mettere mano al calendario. Magari con meno caldo e più testa.

Tanto per essere espliciti fino in fondo

Sembra doveroso, a questo punto, provare ad elencare le problematiche inerenti al troppo caldo nelle aule scolastiche. Di fatto, il fenomeno non andrebbe trascurato per tutta una serie di motivi che, a volte, non appaiono subito così evidenti.

Caldo eccessivo

Alcune scuole non dispongono di impianti di climatizzazione efficienti. Le alte temperature di settembre, dovute al cambiamento climatico, possono rendere le aule invivibili.

Mancanza di ventilazione adeguata

In molte scuole, la ventilazione naturale è insufficiente, questo rende le aule soffocanti e poco adatte all’apprendimento.

Malori di studenti e insegnanti

Le alte temperature e le condizioni ambientali sfavorevoli possono essere motivo di malori, col conseguente aumento delle assenze e interruzione delle lezioni.

Attività all’aperto off limits

Il caldo può rendere impossibili, o addirittura pericolose, le attività fisiche all’aperto, limitando le opportunità di apprendimento e movimento.

Questi problemi potrebbero causare

Rinvio dell’inizio della scuola

Alcune amministrazioni locali potrebbero decidere di posticipare l’inizio dell’anno scolastico per far fronte alle emergenze legate al caldo.

Interruzioni delle lezioni

Le alte temperature e i disagi potrebbero causare interruzioni durante le lezioni, riducendo il tempo dedicato all’apprendimento.

Aumento delle assenze

Studenti e insegnanti potrebbero essere costretti a rimanere a casa, a causa di malori o per evitare le condizioni ambientali sfavorevoli, causando perdite di ore di lezione.

Per affrontare questi problemi, è necessario che le amministrazioni locali e il Ministero dell’Istruzione prendano provvedimenti per:

Migliorare l’efficienza degli impianti di climatizzazione

Installare impianti di climatizzazione efficienti per garantire ambienti scolastici salubri.

Rinnovare gli edifici scolastici

Effettuare lavori di manutenzione e ristrutturazione per garantire la sicurezza e il comfort degli studenti e degli insegnanti.

Aggiornare i programmi di studio

Rendere i programmi di studio più coinvolgenti e adatti alle esigenze degli studenti.

Formare e motivare i docenti

Investimenti dedicati alla formazione e al supporto dei docenti,. Unica via per garantire un reale insegnamento di qualità.

Foto: vocedellascuola.it

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