Sicilia, dati in aumento: i più colpiti dal Covid sono i 18 enni

Sarà colpa della movida o della sregolatezza estiva, è comunque ormai certo che l’età dei contagiati, come riporta ragusanews.com, dal coronavirus si è abbassata: se nei primi mesi della pandemia emergevano nella grande maggioranza i casi registrati in persone anziane, adesso le infezioni sono rilevate soprattutto nei giovani, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) rileva che a spingere la pandemia sono i contagi che avvengono fra chi ha da 20 a 40 anni. La guardia deve quindi restare alta, considerando i rischi per le fasce d’età più vulnerabili.

“L’epidemia sta cambiando e le persone di 20, 30, 40 anni stanno sempre di più pilotando la diffusione”, ha detto il direttore dell’ufficio del Pacifico Occidentale dell’Oms, Takeshi Kasai. “Molti non sanno di avere l’infezione – ha aggiunto – e ciò aumenta il rischio di contagio dei più vulnerabili”.

Una preoccupazione confermata in Italia dalla curva delle nuove diagnosi di infezione, che continua a salire nonostante le fisiologiche oscillazioni quotidiane. I dati del ministero della Salute indicano che nelle ultime 24 ore si sono registrati 403 casi, 83 più del giorno prima e concentrati soprattutto in Veneto (60) e Lombardia (50); contemporaneamente aumentato il numero di tamponi: quasi 54.000 contro i 30.000 del 18 agosto. I decessi sono stati cinque, contro i quattro del giorno precedente.

I dati italiani confermano anche i timori dell’Oms relativi ai rischi legati all’aumento dei casi da asintomatici e fra i giovani. I numeri più recenti diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità indicano, per esempio, che all’11 agosto il 51,5% dei casi di infezione (pari a 9.303) era da individui asintomatici, l’8,9% da persone con sintomi molto lievi (1.616) e il 22,6% (22,6%) da persone con sintomi lievi.