Come intervengono i Municipi di Roma
L’isolamento sociale tra le persone anziane è un problema multidimensionale. Riguarda la perdita di reti familiari o amicali, difficoltà di mobilità, scarsa accessibilità ai servizi, e non ultimo, la fragilità economica o sanitaria che inibisce alla vita sociale. A Roma la risposta è costruita su più livelli. Iniziative cittadine coordinate dal Dipartimento Politiche Sociali e Salute. Interventi sul territorio gestiti dai Municipi. Attività svolte da associazioni e cooperative locali.
Cosa fa Roma Capitale
Il Piano Sociale Cittadino e i progetti del Dipartimento Politiche Sociali fungono da cornice programmatica. Finanziano azioni per l’inclusione, convenzioni con enti del terzo settore, e indicono bandi per sostenere case sociali e centri dedicati agli anziani. “Queste misure – spiegano dal Comune di Roma – puntano all’assistenza domiciliare e alla promozione di occasioni di socialità. (Centri anziani, pranzi collettivi, attività culturali e formative).
Municipio V: tessuto di centri e servizi territoriali
Nel V Municipio (zona est della Capitale) le politiche verso la popolazione anziana si articolano con una serie di iniziative.
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Una rete di centri sociali e centri anziani distribuiti sul territorio, offrono corsi, laboratori, attività ricreative e punti di riferimento per la segnalazione di fragilità. Il Municipio pubblica informazioni e mappa dei servizi sociali per aiutare i cittadini a orientarsi in base alle proprie necessità e desideri.
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Servizi di assistenza domiciliare e pacchetti per anziani fragili, come ad esempio i servizi SAISA (servizi per l’autonomia e l’integrazione sociale degli anziani). Attivi sul territorio attraverso convenzioni con cooperative.
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iniziative specifiche di socialità, come il pranzo di Ferragosto per persone anziane sole, realizzate in collaborazione con Roma Capitale e i centri anziani locali. Queste attività, pur simboliche, svolgono un ruolo pratico importante per contrastare la solitudine stagionale e creare occasioni di incontro.
Nel complesso il V Municipio dispone di una rete capillare (centri, sportelli di segretariato sociale, attività culturali) che facilita l’identificazione delle persone isolate. Tuttavia, la sfida resta integrare meglio la presa in carico domiciliare con percorsi di inclusione duratura.
Municipio VI: servizi, prevenzione e progetti di salute
Il VI Municipio mette in campo iniziative analoghe ma con alcune specificità.
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Di particolare importanza è la gestione di centri anziani e le proposte di soggiorni invernali e attività stagionali riservate alla popolazione over-65. Sono iniziative finalizzate alla creazione di reti e routine sociali, appunto contro l’isolamento.
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Perticolare attenzione è rivolta ai progetti di prevenzione sanitaria (che riducono l’isolamento per malattia). Ad esempio iniziative di screening e programmi pilota rivolti agli over-65 attivati con università e associazioni. (Progetti di prevenzione cardiovascolare e screening), che integrano la dimensione sanitaria con quella sociale offrendo anche occasioni di contatto e informazione.
Il VI Municipio, come il V, lavora attraverso la rete municipale, ma sta sperimentando più frequentemente collaborazioni con atenei e associazioni per coniugare prevenzione, salute e inclusione sociale.
Punti di forza e criticità
Punti di forza:
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Rete capillare di centri anziani e sportelli, creano luoghi fisici di aggregazione.
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Collaborazioni con terzo settore e cooperative per i servizi domiciliari e interventi di emergenza sociale.
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Progetti integrati (sanità+sociale), intercettano bisogni complessi (come lo screening sul territorio).
Criticità:
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Difficoltà nell’individuare gli “isolati invisibili”: persone che non si rivolgono ai servizi restano difficili da intercettare, specialmente nelle periferie più vaste.
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Capacità di presa in carico limitata: rispetto al numero reale di anziani soli, le liste d’attesa per servizi domiciliari specialistici sono lunghe. Rispetto poi alle risorse municipali le disponibilità non sempre sono adeguate.
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Necessità di continuità: le buone iniziative non mancano, ma spesso dipendono da progetti a termine o da finanziamenti annuali, rendendo incerta la sostenibilità nel tempo.
Cosa serve per rafforzare le risposte locali?
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Occorre una Mappatura dinamica dei casi di isolamento. Aggiornare e rendere facilmente consultabile la mappa dei servizi con segnalazioni dei volontari e dei centri di quartiere.
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Rete di “amicizie intergenerazionali” che coinvolga scuole e associazioni giovanili per visite a domicilio, alfabetizzazione digitale e attività congiunte nei centri anziani. (Molti progetti di diffusione digitale per anziani esistono già come modello da replicare).
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Integrazione sanitario-sociale: replicare e potenziare i progetti di screening territoriale e di prevenzione nel contesto dei centri anziani.
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Potenziamento del volontariato organizzato e formazione degli assistenti domiciliari per migliorare qualità e continuità dei servizi SAISA e analoghi.
Foto: globalist.it


















