Quale pietanza ha innescato la tragedia?
È questo l’interrogativo che guida l’indagine sulla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, decedute all’ospedale Cardarelli di Campobasso dopo una presunta intossicazione alimentare seguita al pranzo di Natale. Un quesito che, per ora, è senza risposta: le autopsie, durate oltre sette ore, non hanno fornito elementi risolutivi sulle cause del decesso.
Mamma e figlia morte dopo un malore, si ipotizza un’intossicazione alimentare
Ora, la parola passa alla scienza.
Sarà l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo a eseguire analisi chimiche e tossicologiche sui campioni sequestrati, alla ricerca di eventuali veleni, tossine o agenti contaminanti. La Procura ha fissato un termine massimo di 90 giorni per gli esiti definitivi, anche se gli investigatori confidano in riscontri anticipati.
Esclusa contaminazione da topicida
Nel frattempo, una pista viene ufficialmente accantonata: quella della farina contaminata da topicida. I controlli effettuati nel mulino riconducibile alla famiglia non avrebbero evidenziato la presenza di sostanze nocive.
I cibi sotto sequestro
L’attenzione degli inquirenti si concentra ora sui 19 alimenti sequestrati a Pietracatella, prelevati sia nell’abitazione delle vittime sia in quella della madre di Gianni Di Vita, che risiede nello stesso edificio. Si tratta in larga parte di preparazioni domestiche e alimenti consumati con particolare riferimento alla vigilia di Natale, e anche nei giorni precedenti.
Un ricco elenco
Nel dettaglio: un composto a base di funghi e peperoni, olive verdi e nere, polpette, formaggio al pistacchio, mozzarella vaccina, salsa di pomodoro. E poi ancora: funghi ritenuti pleurotus ostreatus, vongole cotte con guscio, baccalà gratinato con pinoli, uva e patate, una torta con pan di Spagna e crema al pistacchio, pesto. L’elenco si chiude con: formaggi spalmabili, due varietà di marmellata, polenta con funghi, funghi alla contadina e una giardiniera di produzione casalinga. Tra tutte le ipotesi, i funghi restano i più sospetti: è su di essi che infatti si concentrano ora le verifiche più approfondite.
Il sequestro è stato eseguito dalla Squadra Mobile della Questura di Campobasso, su delega del sostituto procuratore Vittorio Guarriello. Nel decreto di convalida viene confermato che nel fascicolo risultano cinque persone indagate.
Il fronte sanitario
Parallelamente procede il filone che riguarda l’assistenza medica. Sara e Antonella si erano recate due volte in ospedale prima del decesso e in entrambe le occasioni erano state dimesse con una diagnosi di gastroenterite. Gli inquirenti stanno verificando se si sono effettuati tutti gli accertamenti clinici necessari e se le dimissioni siano state appropriate. Sotto la lente anche i campioni di sangue prelevati alla madre al momento del ricovero.
Le condizioni del padre
Il quadro clinico di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, ricoverato a Roma, intanto migliora. L’Istituto Spallanzani ha comunicato il trasferimento dell’uomo dalla Rianimazione a un reparto ordinario. L’uomo resta sotto osservazione e viene seguito anche da un’équipe di supporto psicologico.
L’inchiesta prosegue, tra analisi di laboratorio e verifiche sanitarie, nel tentativo di ricostruire una catena di eventi che, al momento, presenta ancora molti punti oscuri.
Foto: paginemediche.it



















