Un mare che divora, coste che svaniscono
La dura realtà delle coste laziali e una fotografia che racconta la lenta, ma inesorabile, scomparsa di un patrimonio unico. Il mare avanza implacabile e le spiagge si restringono giorno dopo giorno, le scogliere si sgretolano sotto il peso del tempo e delle onde.
Un tesoro lungo 361 chilometri di sabbia dorata, borghi marinari e luoghi carichi di storia che oggi è minacciato da un nemico silenzioso ma spietato: l’erosione. Un fenomeno che i cambiamenti climatici e l’impatto umano hanno reso più aggressivo e devastante.
Una corsa contro il tempo
Per fermare questa emorragia di bellezza e risorse, la Regione Lazio decide di lanciare un segnale forte. Nasce così il Piano per la difesa integrata della costa: 90 milioni di euro per un progetto che guarda al futuro prossimo con l’urgenza di chi sa che il tempo sta per scadere. Non solo barriere e cantieri, ma una strategia globale: scienza, tecnologia, manutenzione e prevenzione unite in un unico disegno.
Soluzioni mirate
La vera rivoluzione del piano sta nel considerare ogni tratto di litorale come un ecosistema a sé stante, le cosiddette “Unità Fisiografiche”. Porzioni di costa che funzionano come organismi chiusi, dove sabbia e correnti seguono regole proprie. Niente interventi isolati, ma soluzioni calibrate e durature: barriere sommerse, dune ricostruite, sabbia portata da cave marine al largo di Terracina, da Anzio, da Montalto di Castro. Più di un milione di metri cubi per ridare vita a spiagge ormai al collasso.
Non solo opere, ma un’alleanza per la sopravvivenza
Il programma non si limiterà al semplice intervento fisico, sarà attivata una rete di droni e satelliti che sorvegliano ogni spostamento della linea di costa. É un piano che implica educazione, consapevolezza e progetti tesi al coinvolgimento dei cittadini e delle scuole.
Il fine è sancire un “Patto per le coste laziali” che unisca istituzioni, università, imprese e comunità locali in un unico fronte comune. Perché difendere il mare (e le sue coste) significa proteggere il futuro di tutti.
Numeri che fanno tremare
I dati parlano chiaro e non lasciano spazio all’ottimismo:
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Quasi il 30% delle coste laziali è già in erosione.
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Nella provincia di Roma le spiagge arretrano del 14,7%.
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Tra il 2006 e il 2020, il 60% del litorale ha subito cambiamenti radicali.
Un quadro inquietante, anche se qua e là compaiono segnali di speranza. A Cerveteri e Sabaudia, ad esempio, interventi mirati hanno permesso alle spiagge di crescere, dimostrando che invertire la rotta è possibile.
Un domani ancora tutto da scrivere
Oltre ai 90 milioni del piano principale, arrivano ora 46,2 milioni di euro di fondi europei per azioni immediate e 22 milioni di fondi regionali finalmente sbloccati.
Tanti provvedimenti per una missione urgente: salvare le coste del Lazio prima che sia troppo tardi, restituendo alle comunità la bellezza del mare, che appartiene a tutti.
Foto tratta da video RaiNews