Gianni Nobile porta in scena l’anestesia emotiva del nostro tempo

inSENSIBILE dalla nascita”: quando la routine diventa lo specchio dell’anima

Una voce metallica riecheggia tra le pareti di una metropolitana qualsiasi. È un altoparlante impersonale, ma familiare: annuncia ritardi, emergenze, frammenti di notizie surreali. Tra un messaggio e l’altro, però, si insinua un suono più profondo — quello del nostro tempo. Un tempo fatto di corse, distrazioni e silenzi interiori.

Da questa visione quotidiana e perturbante prende vita “inSENSIBILE dalla nascita”, il nuovo lavoro ideato e diretto da Gianni Nobile: attore, regista e autore teatrale capace di trasformare la realtà in metafora e il disincanto in poesia. Con lui, in scena, un cast intenso e appassionato: Alessia Bartolini, Daniela Ferrara, Gianni Nobile, Massimiliano Boutet, Massimo D’Ambrogio e Nuccia Flandina.

Le luci e i video di Danilo Celli, la scenografia di Valentina Stride e il disegno audio-visivo di Massimo D’Ambrogio costruiscono un universo sensoriale che avvolge lo spettatore e lo trascina in un’esperienza impossibile da dimenticare.

Una rappresentazione dagli intenti ben chiari

Un’esperienza suggestiva e, per certi versi scioccante, in scena stasera alle 21 al Teatro Aurelio in via San Pio, a Roma. Un percorso che lo spettatore vivrà “sospeso” tra stupore e consapevolezza dell’essere, che obbligherà all’introspezione e alla riflessione. Non è una “favola” per tutti, è un pugno nello stomaco per cuori coraggiosi, con un cast di attori dal bagaglio personale pregno di impegno sociale, messo ora a frutto nell’arte divulgativa.

La trama

Nobile immagina una stazione della metropolitana come non-luogo e prigione: sei persone restano intrappolate, costrette a confrontarsi con se stesse e con gli altri. Lo spazio si piega, il tempo si frantuma, la realtà si dissolve. In questo limbo sospeso affiorano le grandi paure contemporanee: la solitudine, la perdita d’identità, l’angoscia del futuro e l’indifferenza verso chi ci sta accanto.

Attraverso dialoghi affilati come lame e monologhi che scuotono la coscienza, lo spettacolo diventa uno specchio impietoso della nostra umanità. Quelle sei voci, diverse ma complementari, sono l’eco della nostra. Anime in cerca di senso tra il rumore del mondo e il brusio dei pensieri.

Nobile, con sguardo lucido e compassionevole, estende la sua riflessione oltre l’essere umano. In questo affresco teatrale si insinua una domanda di giustizia, un richiamo verso gli “altri esseri viventi”, gli invisibili, i dimenticati, che condividono la Terra ma non la parola.

inSENSIBILE dalla nascita” è un viaggio tridimensionale tra poesia, ironia e disincanto. Un mosaico di suoni, immagini e voci che ci restituisce, amplificata, la vertigine dell’alienazione moderna. Non offre risposte, ma ci costringe, con coraggio, bellezza e onestà, a guardare dentro di noi. Perché la vera prigione non è la metropolitana. È l’insensibilità che ci portiamo dentro, fin dalla nascita.

Foto fornite dalla Compagnia teatrale