Meloni va da Vespa e dice d’essere stata denunciata per concorso in genocidio

la premier va da Vespa a lamentare il fatto che sia stata denunciata per concorso in genocidio

Ospitata doppia, effetto ridondanza

Il buon Bruno Vespa, non si esime mai dal raccogliere gli sfoghi dei potenti, ai quali è uso aprire le proprie braccia accoglienti e perché non offrire la sponda anche alla premier? A dire il vero nella serata del 7 ottobre quelle braccia le ha spalancate due volte, prima a “Cinque minuti” e poi a “Porta a Porta”. I maligni hanno commentato ironicamente che magari così è un po’ troppo, ma chi lo dice qual è il giusto senso della misura?

Lo sfogo di Giorgia

Ebbene sì, io, i ministri Tajani e Crosetto e l’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, siamo stati denunciati nientemeno che alla Corte Penale Internazionale. Il reato? “Concorso in genocidio”. Così, con tono a metà tra l’incredulo e il surreale, Giorgia Meloni ha annunciato la notizia a Porta a Porta, ospite di Bruno Vespa, che probabilmente ha avuto un sussulto anche lui. Ma forse anche no.

Non credo esista un altro caso nella storia – ha aggiunto la premier – in cui un governo venga portato davanti all’Aja con accuse simili. Forse neanche nei film di fantapolitica”.

Il dibattito democratico?

Poi, con un misto di amarezza e sarcasmo, ha proseguito: “Sento che il clima si sta imbarbarendo parecchio. Abbiamo già visto film del genere, e francamente non erano granché. Ormai le minacce di morte sono diventate così frequenti che non faccio neppure in tempo a segnalarle. E certo, se qualcuno va in giro a dire che ho le mani sporche di sangue, che io e il governo siamo complici di genocidio, non è proprio un modo raffinato per alimentare il dibattito democratico, ecco”.

Foto tratta da video Youtube