Polo Sportivo a Ostia, dopo vent’anni arriva il “No”

Polo sportivo i Ostia non si farà

La promessa del 2004 naufragata miseramente

Vent’anni, a quanto pare, è il tempo necessario perché un sogno diventi leggenda, e poi barzelletta. È quanto ha impiegato Ostia Ponente ad aspettare il famoso polo sportivo annunciato nel 2004, quello coi campi da calcio scintillanti, strutture polivalenti, skate park e magari anche tutta una serie di servizi connessi. Oggi il Comune di Roma ha deciso di staccare la spina. Dopo due decenni di buone intenzioni, riunioni e faldoni impolverati, il progetto viene ufficialmente archiviato. Fine dei giochi, letteralmente!

Un progetto da far invidia

All’inizio sembrava una favola urbanistica: due campi da calcio, due da calcetto, spogliatoi, aree per lo skate, impianti solari, parcheggi, e persino un argine sul Tevere per tenere lontane le acque (e forse anche le illusioni). Un investimento da 4,7 milioni di euro per trasformare Ostia Ponente in una piccola capitale dello sport.

Ecco, appunto: un progetto, questo resta

Poi, come sempre, arriva la realtà con la grazia di un calcione al “centrocampo”. L’Ardis (Agenzia regionale di difesa del suolo), nome che già promette gioia, ha dichiarato il progetto “inammissibile idraulicamente”. Che vuol dire: prima di costruire qualsiasi cosa, bisognerebbe spostare 900 residenti dell’Idroscalo.

Trasferire quasi un migliaio di persone non è però, proprio una passeggiata. E così, tra un rinvio e un aggiornamento, sono passati anni. Tanti anni. Fino a quando, nel 2024, la prefettura e poi la commissione sport nel gennaio 2025 hanno messo il timbro finale: “Non se ne fa nulla”. Mettiamoci il cuore in pace.

Dal Comune, l’assessore ufficializza l’archiviazione

L’assessore all’urbanistica Maurizio Veloccia, con tono da notaio che chiude una pratica vecchia di mezzo secolo, ha confermato quanto sopra. “Al momento non risulta percorribile l’ipotesi di avviare la realizzazione del parco sportivo”. In poche parole: addio sogni.

Ora il Comune si limita a sistemare le carte: chiede oneri, calcola crediti e mette in archivio vent’anni di progetti, rendering e conferenze stampa. Per Ostia Ponente resta solo il podio dei rimpianti: primo posto, il polo sportivo che non è mai nato; secondo, la speranza; terzo, la pazienza dei cittadini, ormai probabilmente da medaglia d’oro.

Foto: Italy Web Radio