Quarticciolo il quartiere della Capitale in mano al crimine

Il Quarticciolo, nel V Municipio della Capitale, non è mai stato un quartiere facile. I meno giovani ricorderanno la figura del “gobbo del Quarticiolo” un personaggio controverso, da molti giudicato un eroe, bandito, antifascista e capo indiscusso della malavita locale. Oggi le dinamiche della criminalità sono cambiate ma per il quartiere resta il problema della scarsa sicurezza e gli atti criminosi imperversano incontrollati.

Monia Maria Medaglia, la capogruppo in V Municipio della Lista civica Raggi, con una nota ammonisce sulla situazione davvero insostenibile e descrive il Quarticciolo “ostaggio delle organizzazioni criminali”.

La premessa

Il quartiere Quarticciolo è diventato una delle piazze di spaccio più pericolose della Capitale”, scrive nella nota. “A distanza di poco più di due mesi dall’ultimo sopralluogo effettuato congiuntamente con alcuni cittadini, non possiamo che registrare un severo peggioramento della situazione. Il quartiere è controllato da pali, vedette e pusher e la malavita tiene in ostaggio un’intera comunità. I residenti sono spaventati da tutta una serie di inquietanti accadimenti. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a sparatorie in strada, omicidi, accoltellamenti e rapine”.

Le accuse

Il testo prosegue identificando i responsabili di questa condizione, secondo Medaglia. “Il piano d’azione di chi oggi ha la responsabilità del governo del territorio si sta rivelando totalmente inefficace. Ad oggi, l’unica certezza, l’unico punto di riferimento, l’unico che sta cercando insieme a noi di contrastare questo crescendo criminale è Don Antonio Coluccia. Siamo stati al suo fianco e abbiamo visto con i nostri occhi tantissimi anziani, ragazzi, adolescenti letteralmente terrorizzati avvicinarsi e chiedere aiuto”.

La paura dei residenti

Poi facendo degli esempi la capogruppo LCR scrive che ci sono addirittura delle persone che “convivono con la costante paura di lasciare il proprio appartamento e di vederselo poi occupato abusivamente”. Medaglia prosegue dicendo che nel quartiere “si vive una disperazione diffusa, tangibile. Dinanzi alla quale non possiamo continuare a fare spallucce e a trincerarci dietro il finto alibi delle competenze”.

Mobilitazione

Monia Maria Medaglia pur non citando espressamente il V Municipio, minaccia di prendere iniziative “se non verranno prese delle serie contromisure. Se chi di dovere non si assumerà le proprie responsabilità e avrà il coraggio di metterci la faccia. Saremo costretti – conclude – a fare la prima mossa e a mobilitare la cittadinanza”.

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