Dal timore alla forza: un viaggio tra paura e coraggio
Il 4 luglio 2025, Roma è stata scossa da un dramma che resterà impresso nella memoria di molti. In via dei Gordiani, una fuga di gas durante lo scarico di Gpl in un distributore ha innescato prima un incendio, poi due esplosioni devastanti. Il boato si è propagato per chilometri, facendo tremare case e cuori. Il bilancio parla di decine di feriti – tra loro anche diversi soccorritori – e di gravi danni agli edifici circostanti.
Nei giorni successivi, la notizia più dolorosa: la morte del signor Claudio Ercoli, 67 anni, che lavorava nella stazione di servizio. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo nella comunità, già segnata dalla paura e dallo shock.
Signora Barbara, grazie per aver accettato di raccontare la sua esperienza. L’esplosione a Villa De Sanctis ha colpito nel profondo il Municipio V, ma anche l’intera città. Per chi vive in zona, è stato un evento che ha toccato la vita di tutti: quel distributore, la piscina, il parco, le scuole, le attività commerciali sono luoghi di incontro quotidiano. Lei era lì, in quei momenti concitati. Con coraggio e sangue freddo, ha messo in salvo suo figlio e alcuni bambini del centro estivo. Vogliamo che sia lei, con le sue parole, a portarci dentro quei minuti drammatici.
Dove si trovava al momento dell’esplosione?
Quella mattina alle ore 8.00 ho accompagnato mio figlio ed il suo amichetto al centro estivo che si trova all’interno del circolo sportivo di Villa De Sanctis. Appena scesi dalla macchina ho sentito una gran puzza di gas ma, in quel momento, non ho dato peso alla cosa. Ho lasciato i bambini ed ho ripreso la macchina e mi sono diretta verso l’uscita di sinistra per andare verso la Prenestina e lì ho visto che la strada era piena di gas (a prima vista mi è sembrato tipo azoto liquido… non avevo assolutamente idea di come potesse essere il GPL). In quel momento ho visto che qualcuno (non le forze dell’ordine) aveva bloccato la strada per impedire l’accesso.
Quando ha capito che la situazione era pericolosa, come ha reagito?
Non potendo uscire da lì sono tornata indietro per prendere l’altra uscita verso la Casilina e mi sono fermata perché, proprio davanti a me, vedevo la cisterna che perdeva copiosamente il gas. Sono scesa per chiedere informazioni ad un signore che vedevo spesso al mattino davanti al centro estivo. Gli ho chiesto se fosse normale quello che stavamo vedendo e che non mi sentivo sicura nel lasciare i bambini lì dentro. Proprio in quel momento è avvenuta la prima esplosione… le fiamme correvano velocemente verso di me e, abbandonando la macchina accesa e con tutte le mie cose (borsa e cellulare), sono scappata all’interno del centro per andare da mio figlio e dagli altri bimbi.
Ci può descrivere come ha fatto a mettere in salvo i bambini?
In tutto erano 4. Ho urlato come non mai per far correre tutti verso il cancello che dà sul parco. Con me c’era anche l’animatrice che pronta ha preso in braccio il più piccolo e mi ha seguita. Il cancello era chiuso e ho urlato tantissimo affinché qualcuno potesse aprirlo in fretta perché avevo il terrore che potesse succedere qualcos’altro. Appena aperto siamo scappati tutti (io, mio figlio, il suo amichetto, i due bambini e l’animatrice) verso il parco fino a raggiungere la fontanella.
In che condizioni ha trovato i bambini?
I bambini erano spaventati a morte e il più piccolo piangeva tantissimo.
Ha avuto paura in quel momento?
Questo evento è stato l’unico nella mia vita in cui ho pensato di morire. Ero terrorizzata e volevo portare al sicuro mio figlio.
Come ha vissuto i giorni successivi all’incidente?
Nei giorni successivi io e mio figlio abbiamo avuto difficoltà nella ripresa. Avevo davanti agli occhi l’esplosione e la nostra fuga… non ho dormito per diverse notti. Ripensando a tutto quello che è accaduto è davvero un miracolo che sia andata così. In quei momenti non c’è stato nessuno ad aiutare se non noi stessi.
Cosa vorrebbe dire alla comunità e alle autorità a proposito di quello che è successo?
La situazione era evidentemente pericolosa, perché hanno permesso di arrivare al centro estivo? Dovevano far evacuare tutte le persone presenti prima della “prima” esplosione! È stato evidente per me che, pur non capendo nulla di gas o GPL, le cose potevano prendere una piega disastrosa… Erano anni che gli abitanti del posto e gli esercenti delle varie attività lì vicino chiedevano a gran voce lo spostamento dell’impianto in una zona più sicura… forse ora quella voce sarà ascoltata.
Se potesse rivolgersi una domanda su quell’esperienza, quale sarebbe e come risponderebbe?
Per giorni mi sono chiesta come sarebbe andata se non fossi tornata indietro, se fossi andata via senza pensare, perché sempre presi dalla frenesia del correre. Questa domanda ancora mi tormenta.