Oggi si sono svolti i funerali dell’avvocato Antonio Petrivelli (nella foto primo da sx) morto a Roma il 4 febbraio scorso, una figura di grande spessore culturale e molto amata nella sua Trevi Nel Lazio. Il Sindaco l’avv. Silvio Grazioli, ha espresso in un comunicato il cordoglio a nome dell’amministrazione e della cittadinanza , alla moglie ed ai familiari tutti. “Era nato a Trevi nel Lazio il 27/07/1926, quest’anno avrebbe compiuto 100 anni di età. L’avvocato Antonio Petrivelli è stato uno straordinario testimone della vita sociale e politica dell’Italia del dopoguerra – si legge nella nota- , aveva compiuto gli studi ginnasiali a Subiaco, dove era stato in contatto con l’Abate Salvi e frequentato il liceo classico al Conti Gentili di Alatri, dove era preside il prof. Minnocci e tra i suoi compagni di scuola anche il prof. Mantovani, che diventerà preside della stessa scuola. Si era laureato in giurisprudenza all’Università la Sapienza di Roma con una tesi in diritto penale, e tra la commissione esaminatrice c’era il prof. Antolisei autore di un fondamentale trattato di diritto penale, utilizzato ancora adesso in molte università italiane. Nel dopoguerra fu segretario della locale sezione della Democrazia Cristiana ed organizzò corsi di formazione politica a Trevi, con la presenza di personalità come Giorgio La Pira e Igino Giordani, ed aveva contatti costanti con l’allora Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri on.le Giulio Andreotti. Come avvocato fino ai primissimi anni ‘50 seguì le battaglie della CISL nella provincia di Frosinone, in particolare degli operai delle cartiere e dei minatori nella zona del sorano e valle del comino, condividendole anche il senatore Compagnoni. Nel 1956 seguì per la CISL la zona di Tivoli, dove diventò consigliere comunale nel 1960. A Tivoli fu eletto presidente dell’ospedale nel 1965, incarico che mantenne fino al 1976. E’ importante sottolineare che lui ha contribuito a costruire il nuovo ospedale di Tivoli, che ancora adesso rappresenta un polo sanitario importante per l’intera Valle dell’Aniene, e molti ricordano ancora il suo fattivo impegno. Ha svolto la professione di avvocato con correttezza deontologica, che gli era unanimemente riconosciuta. Negli ultimi decenni della sua vita si è dedicato anche alla poesia, pubblicando alcuni volumi che hanno riscosso un plauso di pubblico e di critica. Gran parte della sua produzione poetica è stata raccolta nel libro “La mia valle” che rappresenta un testamento morale, oltreché un’analisi profonda dell’animo umano, di cui mette a nudo la fragilità, le inquietudini, ma anche lo slancio vitale verso la bellezza e la profondità della vita. Ci lascia – quindi un grande vuoto – conclude il comunicato- che potremo colmare attraverso il ricordo e l’esempio della sua testimonianza politica, della sua condotta professionale, del suo pensiero e delle sue poesie, che ci lasciano un messaggio di verità e di bellezza. Se ne va un grande trebano, se ne va un grande italiano”.