Trevi Nel Lazio, Grazioli: “Zero visioni e l’ordinaria amministrazione spacciata per politica”

 Passare dai megafoni della campagna elettorale alle stanze del municipio è il banco di prova dove ogni populismo amministrativo rischia di infrangersi. Quando le fiamme dei comizi si spengono e i bilanci ufficiali mostrano che i “mostri” del passato non esistevano, rimane solo la nuda realtà delle cose da fare. Amministrare è dare risposte concrete. E se in cinque mesi l’unica strategia dell’Amministrazione del Sindaco Francesco Graziani, resta il silenzio e la delega tacita agli uffici, il rischio è che a pagare il conto delle “promesse da marinaio” non sia la giunta in carica, ma l’intera comunità. A fare un’analisi di questi cinque mesi interviene l’ex Sindaco Silvio Grazioli.    In campagna elettorale l’attuale maggioranza ha ripetutamente parlato di casse vuote, sperperi e conti in disordine ereditati dal suo mandato. Oggi che i bilanci sono ufficiali e approvati, la realtà dei numeri smentisce questa narrazione: non ci sono debiti fuori bilancio. Si è trattato di pura propaganda elettorale o di un alibi preventivo per giustificare la mancanza di idee?   “Direi entrambe. Da un lato c’era un alibi per procede a gettare fango sull’Amministrazione uscente e conseguentemente avendo constatato che non ci sono debiti fuori bilancio serviva da cortina fumogena per mascherare l’assenza di idee, progettazione e programmazione”.   Avere un bilancio sano e in equilibrio è la precondizione per poter investire. Ora che l’attuale amministrazione ha preso atto della reale situazione finanziaria del Comune, con quale scusa pensa che motiveranno l’assenza di nuovi progetti e cantieri per la città?   “Continueranno a gettare la cortina fumogena su aspetti del tutto marginali, mentre invece cercheranno di mascherare il vuoto che si sta determinando dal punto di vista amministrativo. Voglio precisare che questo vuoto coincide con l’ordinaria amministrazione, perché è questo che sta succedendo da oltre 5 mesi. Vale a dire si spaccia l’ordinaria amministrazione per chi sa quale capacità gestionale e politica. In tal senso è illuminante, un episodio raccontato recentemente dal Sindaco, secondo cui la Regione Lazio ha richiesto indietro un finanziamento di € 17 mila per aspetti legati a dei precedenti finanziamenti in ambito sociale. Adesso si vedrà nello specifico se si riferisce  a fondi non utilizzati. Una cosa è certa, a noi nella precedente amministrazione ritirarono € 220 mila di cui € 130 mila per i lavori in via Roma eseguiti dall’allora Amministrazione Schina senza autorizzazione alla variante e per i lavori di Comunacque senza l’autorizzazione paesaggistica. Eppure non abbiamo fatto polemiche o questioni, abbiamo di fatto recuperato € 220 mila. Non ci siamo messi paura, come stanno facendo loro per € 17 mila”.   Uno dei cavalli di battaglia della nuova giunta era la “linea dura” e lo scontro aperto con i grandi enti e i gestori dei servizi, da Acea alla Regione fino alla Asl. A cinque mesi dall’insediamento, si è visto qualche atto concreto o tavolo di scontro, oppure la foga elettorale si è trasformata in un docile e totale appiattimento istituzionale?   “E’ interessante che a distanza di oltre cinque mesi, quest’amministrazione non abbia più parlato di Acea, ma le bollette continuano ad arrivare, molti cittadini hanno grosse difficoltà, ma l’Amministrazione fa orecchie da mercante. Per cinque anni parlavano sempre di Acea, in cinque mesi l’hanno dimenticata, tanto il problema rimane ai cittadini. Mi sarei aspettato una mozione contro Acea, mi sarei aspettato fior di conferenze per spiegare i nuovi rapporti tra il Comune ed Acea, mi sarei aspettato picchetti dimostrativi dinnanzi le sedi di Acea, vista la foga che hanno messo negli ultimi anni nei loro discorsi e parole. Nulla di tutto ciò! A tal proposito mi sarei aspettato anche una presa di posizione del “comitato per l’acqua” che aveva preso impegni nei confronti dei cittadini e della comunità trebana, purtroppo dobbiamo constatare che il comitato è sparito , si è dileguato e questo perché molto probabilmente il comitato per l’acqua era stato creato appositamente da tre persone , con uno scopo ben preciso : quello di trasformarlo in un comitato elettorale permanente , cosa che di fatto è avvenuta  a partire dal 2023.  Le altre persone, che vi hanno aderito lo hanno fatto, credo o perlomeno spero, in buona fede, ma non si sono rese conto di essere state coinvolte dai tre ispiratori del gruppo sulle loro azioni elettorali, non facendo la figura di utili portatori dell’istanze dei cittadini”.   I cittadini avevano sentito promettere interventi immediati sulla gestione idrica e sui servizi sanitari locali. Di fronte all’inerzia di questi mesi, non teme che quelle battaglie stiano diventando solo ed esclusivamente promesse da marinaio?  “Come Le dicevo sono promesse da marinaio, con la differenza che il marinaio lascia il porto appena la nave toglie l’ancora dal fondale, mentre loro sono costretti a restare sul territorio, ed è forse per questo che non si fanno vedere in giro, ce li ricordiamo tutti all’indomani delle elezioni baldanzosi a petto in fuori girare per le strade del paese. Adesso non si vedono più, o tutt’al più come si dice in gergo si vedono passare morna  morna, con tono dismesso per raggiungere la casa comunale”.   Un conto è fare opposizione strillando contro presunti sprechi ed enti esterni, un altro è governare e trovare soluzioni. Secondo lei, la nuova giunta sta pagando lo scotto di aver raccontato ai cittadini una realtà che non esisteva?  “Certo, adesso devono fare i conti con ciò che hanno raccontato e promesso. C’era chi diceva: “avremo il medico di famiglia entro due mesi” ma nessuno l’ha visto, o ancora “l’Acea dovrà venire con il cappello in mano e bussare alle porte” e invece l’Acea non si vede bussare a nessuna porta; “cambieremo i confini del Parco” e invece nulla, se non una pessima figura (https://www.ifattinews.it/subiaco-graziani-smonta-nellassemblea-dei-sindaci-la-sua-crociata-anti-parco/.); avevano promesso più presenza dell’assistente sociale, al contrario le persone sono sempre più sole; avevano promesso il secondo pulmino scolastico e invece manca poco che tolgano anche il primo. Nella mensa scolastica fanno pagare la quota comunale ai bambini non residenti a Trevi. Questo è veramente incomprensibile, oltre che dannoso allontanando i bambini, e di conseguenza porterebbe a far chiudere le scuole. In tal senso è utile spiegare che il regolamento che è stato fatto , risale a quando la mensa c’era nelle scuole medie e siccome il Comune di Trevi anticipava anche per i ragazzi di Filettino e Vallepietra, allora si studiò insieme con Filettino questa norma per far con partecipare sia il Comune di Filettino e di Vallepietra con la restituzione le somme al Comune di Trevi. Voler applicare questa norma ai bambini non residenti a Trevi , significa non solo penalizzare loro, ma la scuola intera. Quest’Amministrazione non ha ancora predisposto il DUP (Documento Unico di Programmazione), che detta le regole per la redazione del bilancio. Nella precedente intervista, avevo auspicato che si approvasse entro il 31 ottobre, in modo da costruire la redazione del bilancio con ampia prospettiva. Purtroppo ad oggi non è stato approvato! Ciò determinerà che gli uffici comunali a fare una corsa contro il tempo, per arrivare a dicembre per l’approvazione del bilancio. Certo che da un’Amministrazione appena eletta, ci si aspettava una maggiore attenzione ed applicazione su questo aspetto fondamentale ed importante. Quello che appare all’esterno, è che il Comune, affida l’ordinaria amministrazione agli uffici comunali, questo è inaccettabile, perché non fare niente non significa non fare danni, ma soprattutto significa togliere la speranza ai giovani ed alla comunità”.  Ritiene che oggi l’attuale minoranza da Lei guidata, mostri un atteggiamento critico e di stimolo, nei confronti della maggioranza, soprattutto a tutela dei cittadini?   “La nostra è una minoranza responsabile. In questi mesi avremo potuto fare una serie di  denunce, ma non le abbiamo fatte, perché capiamo che amministrare a volte implica la necessità di semplificare a scapito delle regole. Mi spiego con chiari esempi. E’ stata sistemata la strada del “Madonna della Portella” (progetto iniziato da noi con la copertura dell’inginocchiatoio di San Domenico) ebbene ci sarebbe voluta l’autorizzazione paesaggistica. Se al posto nostro c’era Unione e Cambiamento loro avrebbero sicuramente fatto la denuncia, noi non l’abbiamo fatta. Perché è nell’interesse della comunità questa sistemazione. E’ mancato per 20 giorni l’Albo Pretorio comunale, perché è stato fatto il nuovo sito, avremo potuto fare l’esposto all’ANAC  e Prefetto, ma non l’abbiamo fatto , perché capiamo che quando si cambia il sito, ci possono essere vari problemi. Pensate invece cosa avrebbe fatto Unione e cambiamento, se non c’era l’Albo Pretorio a disposizione. Ma noi non siamo come loro! A tal proposito sull’Albo Pretorio si sono acculate una serie di determine, alcune sono curiose e riguardano il Palio, dove si riportano una serie di spese tra cui la sicurezza che è costata € 2200,00, lo scorso anno era costata la metà. C’è anche la delibera di contributo alla Pro loco di € 5000,00 e questo come detto in precedenza lo trovo ingiusto. Perché sul capitolo di spese per le feste vi erano € 13 mila, non abbiamo capito perché si è voluto togliere € 9 mila  e di fatto dare soltanto € 5  mila alla Pro -Loco, mentre noi riteniamo che si debbano dare alla Pro Loco dare tutti i € 13 mila. A tal proposito son o seguite le dimissione del Presidente della Pro- Loco. Questo fatto denota una situazione che dovrebbe indurre a qualche riflessione, premesso che la Pro Loco viene gestita dai soci, personalmente ci tengo particolarmente alla Pro Loco perché anni fa ne sono stato Presidente, in un periodo in cui ero il presidente più giovane d’Italia, e mi dispiace vedere questa situazione d’indifferenza da parte dell’Amministrazione”.    Tra promesse disattese su Acea e sanità, ritardi contabili sul Documento Unico di Programmazione e tagli alle realtà simbolo del territorio come la Pro Loco, i primi cinque mesi della nuova amministrazione Graziani, delineano un quadro di evidente difficoltà gestionale. L’ex sindaco Grazioli demolisce l’alibi del “bilancio in disordine” e richiama la giunta al senso della realtà: l’ordinaria amministrazione non può essere spacciata per visione politica. Senza visione, progettazione e risposte concrete, la narrazione del “cambiamento” rischia di rivelarsi per ciò che era fin dall’inizio: un mero alibi per coprire il vuoto amministrativo.