
La telefonata di prima mattina è arrivata puntuale alle otto. I professori erano lì, tutti carichi per un’altra fantastica giornata tra interrogazioni e registro elettronico, mentre gli studenti scalpitavano per entrare… Poi, succede l’imprevisto: i docenti vengono fatti uscire alla svelta dall’istituto di via Galvani e agli studenti viene chiesto di fare retromarcia.
Nel giro di pochi minuti iniziano a circolare le prime voci sulle cause dell’evacuazione sprint: sembrerebbe che qualcuno abbia pensato bene di segnalare una bomba a scuola. Niente acqua dal soffitto, niente termosifoni fuori uso. Stavolta, a quanto pare, il livello del problema era più alto del solito.
C’è una bomba a scuola
All’inizio, raccontano alcuni ragazzi, nessuno aveva immaginato una bomba. La teoria più gettonata era la solita: “Sarà la scuola allagata”. Dopo un po’ però, arrivano i carabinieri e con loro, anche gli artificieri. Così qualcuno ha iniziato a capire che forse non si trattava di un rubinetto lasciato aperto. Alle 8.50 arriva la comunicazione ufficiale: “ragazzi, oggi niente lezioni”. Lacrime e disperazione, ovviamente.
Cosa sarebbe accaduto
Secondo le prime informazioni, stamattina qualcuno avrebbe telefonato per annunciare la presenza dell’ormai famigerata bomba all’istituto De Amicis-Cattaneo. In poco tempo, arrivano sul posto carabinieri, artificieri e unità cinofile, pronti a controllare ovunque.
La scuola viene sigillata e le lezioni finiscono dritte nel dimenticatoio della giornata. Molti studenti, felicissimi dell’imprevisto “day off”, filano a casa come se li inseguisse un mostro. Altri, invece, rimangono fuori dai cancelli, sperando di scoprire cosa stesse succedendo davvero… o forse solo per avere un buon motivo per non rientrare.
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