
L’avvocato Giovanni Angelucci, che rappresentava la famiglia residente nel bosco del territorio di Palmoli, in provincia di Chieti, ha scelto di rinunciare al proprio incarico a causa di “eccessive pressioni esterne”.
Le ragioni dell’avvocato
In un comunicato ufficiale, il legale ha spiegato di essere oggetto da tempo di pressioni tali da rendere impossibile proseguire il suo lavoro. “Purtroppo – dichiara – dopo un’attenta valutazione ho deciso di abbandonare il mandato conferitomi da Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. È stata una scelta dolorosa ma inevitabile: nelle ultime giornate, i miei assistiti sono stati soggetti a intromissioni esterne che hanno minato la fiducia indispensabile tra cliente e avvocato”.
La decisione sarebbe maturata anche perché i coniugi avrebbero respinto più volte le soluzioni alternative proposte dal legale. Angelucci spiega che i due non hanno accettato neppure l’ipotesi di un alloggio temporaneo, proposta dal sindaco Masciulli. “Ieri avremmo dovuto fare un sopralluogo in una casa situata a pochi chilometri dalla loro, messa gratuitamente a disposizione da un imprenditore della ristorazione di Palmoli. Una soluzione aggiuntiva rispetto a quella suggerita dal primo cittadino. Tuttavia, nessuna delle due è stata ritenuta praticabile dai coniugi, e l’incontro non si è svolto”.
La presentazione del ricorso e le modifiche alla casa nel bosco
Entro sabato 29 novembre, Angelucci avrebbe dovuto depositare il ricorso contro l’ordinanza che disponeva l’allontanamento dei tre figli. Aveva inoltre consultato un tecnico di fiducia e si era incontrato con il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune per esaminare un progetto di adeguamento della casa nel bosco. Il confronto riguardava la possibilità di ampliare il casolare, oggi privo di bagno e costituito da un solo ambiente. L’idea era di ricavare un servizio igienico collegato all’edificio principale e, in accordo con il Comune, installare temporaneamente un wc mobile davanti alla struttura.
Il legale aveva chiesto anche un parere su altri interventi necessari sull’immobile. Tuttavia, a seguito dell’ennesimo rifiuto dei coniugi, Angelucci ha deciso di fare un passo indietro. “Nella stessa giornata – ha spiegato – avrei dovuto ottenere un’ulteriore firma da Nathan per depositare al Genio Civile il progetto di ristrutturazione straordinaria. Mi è stato però comunicato che questi lavori erano ritenuti troppo invasivi. Per questo i coniugi non hanno firmato né autorizzato la presentazione del progetto preparato dal tecnico”.
Intanto, un geometra, era andato alla casa nel bosco insieme a un rappresentante della Ssap San Salvo Appalti Spa, pronta a farsi carico della ristrutturazione. Anche questa possibilità, però, sarebbe stata respinta da Trevallion.
La situazione dei bambini
L’avvocato Angelucci precisa anche che aveva organizzato per la mattina successiva un incontro con una psicologa infantile specializzata in terapia cognitivo-comportamentale. L’incontro era finalizzato a fornire ai coniugi il necessario supporto professionale durante il percorso giudiziario. “Poiché tali passaggi tecnici e logistici erano indispensabili per predisporre il ricorso e considerato il poco tempo rimasto – conclude il comunicato – con rammarico ho dovuto rinunciare all’incarico. Non avrei potuto portare avanti con una difesa incompleta e non coerente con la linea concordata”.
Nonostante tutto, l’avvocato ribadisce la sua disponibilità a offrire ulteriori chiarimenti e a continuare a sostenere la famiglia. Nel frattempo, i tre bambini, accolti in una casa famiglia, risultano in buone condizioni, così come la madre Catherine, che si trova con loro come previsto dalle disposizioni giudiziarie.
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