Animalisti attaccano la Regione Lazio: “equini e bovini abbattuti a fucilate”

Nei boschi dei Monti Lepini, tra Montelanico e Carpineto Romano, si consuma ciò che non può essere chiamato in altro modo: una strage decisa e legittimata dalle istituzioni. Bovini ed equini abbattuti a colpi di fucile, corpi lasciati a terra come rifiuti scomodi. Vittime innocenti, denuncia la LNDC Animal Protection, del “piano di contenimento” della fauna inselvatichita. Un piano firmato e finanziato dalla Regione Lazio con soldi pubblici.

La presidente della LNDC

Gli animali, secondo l’associazione, sono stati colpiti più volte, uccisi con ferocia e senza pietà, nel nome di una presunta tutela ambientale. Una tutela che sa solo di ipocrisia. “È barbarie di Stato”, accusa Piera Rosati, presidente nazionale di LNDC. “Si nascondono dietro il pretesto della sicurezza per giustificare un massacro. È inaccettabile che la Regione usi fondi pubblici per finanziare la morte, invece di investire in progetti di recupero, accoglienza e protezione”.

Seicento mila euro

La famigerata delibera regionale, approvata nel giugno 2025, stanzia 600mila euro per sostenere i Comuni che “prelevano” animali domestici rinselvatichiti. Un termine tecnico e asettico che, nella realtà, significa solo una cosa: catture violente e fucilate. Proprio nei territori Lepini, la LNDC (Lega Nazionale Difesa del Cane) denuncia interventi con armi da fuoco. Scene raccapriccianti, che non hanno niente a che vedere con la tutela del territorio o con la sicurezza pubblica.

La replica della Regione Lazio

Dalla Regione Lazio arrivano giustificazioni burocratiche. Il commissario straordinario per la fauna selvatica, Vito Consoli, parla di operazioni “nel rispetto delle norme” e di abbattimenti come “extrema ratio”. Parole vuote, perché a terra restano solo carcasse e dolore.

I cittadini affermano il contrario

Le testimonianze dei cittadini smentiscono la versione ufficiale: “Gli animali non erano un pericolo – raccontano – il vero rischio è la strada buia e abbandonata da anni”. Il riferimento è alla strada Carpinetana dove sono avvenuti gli abbattimenti e dove non esiste sicurezza, illuminazione e manutenzione. I residenti precisano che i numerosi incidenti avvenuti, non sono certo a causa degli animali, ma piuttosto della condizione di insicurezza della strada.

Di fronte a questo scempio, le associazioni animaliste chiedono la sospensione immediata del piano di abbattimento e la creazione di una struttura pubblica di accoglienza e riabilitazione per gli animali abbandonati e “inselvatichiti”. Perché ciò che oggi serve realmente è una gestione umana, trasparente e responsabile del territorio, piuttosto che la crudeltà travestita da amministrazione.

Foto tratta da video Youtube