Magi va in Albania al centro di Gjader: “ci sono 25 migranti, che spreco!”

Il grande esperimento dei centri in Albania, quello che doveva “rivoluzionare la gestione dei migranti”, funziona così bene che ci sono… 25 persone. Sì, venticinque. Il centro di Gjader, progettato per accogliere 3.000 ospiti al mese con un “turnover forsennato”, è così efficiente che in totale ne ha visti passare poco più di duecento. Una vera macchina organizzativa da Guinness dei primati… ma al contrario.

La visita al centro albanese

Lo racconta Riccardo Magi, segretario di Più Europa, dopo aver visitato il CPR albanese. Con lui c’erano i parlamentari del PD Rachele Scarpa e Matteo Orfini e una delegazione di “Tavolo Asilo e Immigrazione”. “Le 25 persone qui presenti – spiega Magi – sono state pescate a caso da altri CPR, senza alcun criterio. Dentro c’è sofferenza pura: autolesionismo, lamette ingerite, tentativi di suicidio. Insomma, un capolavoro di umanità”.

Più agenti che detenuti

Paradossalmente, Magi non si lamenta del deserto che ha trovato: “Meglio così, viste le condizioni. Ci sono più agenti che detenuti, e i pochi rimpatri si potevano tranquillamente fare dall’Italia, senza spedire le persone a fare un inutile giro turistico in Albania. Questa è la prova vivente che la propaganda ha un prezzo. E nel caso di Meloni, il prezzo è salato: oltre un milione di euro a migrante”.

Il governo sposta migranti senza darne notizia?

A rincarare la dose ci pensa Rachele Scarpa del PD: “Un monumento allo spreco, alla propaganda e alla disumanità. Dentro ci sono solo 25 persone, mentre il governo continua a spostarne altre dall’Italia in violazione delle leggi e ignorando pure la Cassazione. Tutto in gran segreto, naturalmente. Senza le nostre visite, nessuno avrebbe saputo nulla”.

Insomma, tra promesse mancate, fondi bruciati e diritti calpestati, il “modello Albania” si candida ufficialmente a simbolo della genialità gestionale del governo Meloni. Secondo quanto affermano Magi, Scarpa, Orfini e la delegazione di Tavolo Asilo e Immigrazione.

Foto: Agenzia Dire