Sfratti lampo: il governo accelera
Ridurre i tempi per cacciare chi non riesce a pagare l’affitto: è questo, in sostanza, il nocciolo del disegno di legge presentato da Fratelli d’Italia al Senato. Il piano punta a “semplificare” le procedure di sfratto, cioè rendere più rapido lo sgombero degli inquilini morosi. Allo scopo sarebbe istituita perfino un’apposita Autorità per l’esecuzione degli sfratti. Un nuovo organismo che dipenderà direttamente dal Ministero della Giustizia e che potrà intervenire senza passare per i tribunali.
Mentre il Parlamento è concentrato sulla sessione di bilancio, non si esclude che il governo Meloni imponga la misura con un decreto, forzando ancora una volta i tempi e le regole democratiche. In fondo ci siamo ormai abituati ad un governo forte… Coi deboli!
Una macchina della repressione per i morosi
Il progetto prevede che bastino due rate d’affitto non pagate per avviare la procedura di sfratto. L’inquilino avrebbe appena 15 giorni per rimettersi in regola, dopodiché l’Autorità potrà disporre lo sgombero in una settimana, con esecuzione entro un massimo di 90 giorni. In pratica, nel giro di due o tre mesi una famiglia potrebbe ritrovarsi per strada.
Solo in pochi casi potranno attivarsi fondi pubblici di emergenza. Per: chi ha un ISEE sotto i 12 mila euro, chi ha perso il lavoro, chi è gravemente malato o si è separato. Sono tuttavia risorse limitate e insufficienti, tanto più in un Paese in cui mancano politiche strutturali per la casa. E a dirla tutta quelle che ci sono, sono ridicole.
Le voci contrarie: “una guerra ai poveri”
L’Unione Inquilini definisce il piano “l’ennesimo attacco ai diritti delle persone in precarietà abitativa”. La segretaria nazionale, Silvia Paoluzzi, denuncia che in Italia oltre un milione di famiglie in affitto, vive in povertà assoluta. Accusa poi il governo, che, a suo dire “anziché affrontare l’emergenza con investimenti pubblici e misure di sostegno, sceglie la via della repressione e della punizione sociale”.
Anche l’eurodeputata di AVS, Ilaria Salis parla di “pericolosa deriva autoritaria”. Salis indica questa proposta come parte di una più ampia strategia del governo Meloni, volta ad accentrare il potere e a ridurre gli spazi di tutela per i cittadini più fragili.
Un Paese che sfratta invece di aiutare
Gli sfratti nel corso del 2024 sono stati oltre 40mila, in maggior parte per morosità. Questo è evidentemente un segnale di un disagio economico crescente. Eppure, invece di rispondere con piani di edilizia pubblica o fondi strutturali per l’affitto, il governo punta a velocizzare l’espulsione degli inquilini.
La Lega, intanto, preme per un ulteriore giro di vite: un decreto sugli sgomberi “veloci” esteso anche a tutte le proprietà private, non solo alle prime case.
L’ONU a Roma sulla questione abitativa
È paradossale il fatto che solo pochi giorni fa, Roma e l’Italia intera abbiano avuto una “bacchettata” dall’ONU proprio sul diritto alla casa:
L’ONU a Roma visita Quarticciolo e Bastogi e punta il dito sul diritto alla casa
Il governo segue la sua strada incurante dei dissensi
Il messaggio del governo è chiaro: la casa dovrà essere vista come un privilegio, non più come un diritto. Da più parti montano le proteste contro un governo (presuntamente) ingiusto verso i meno abbienti e sempre più pronto a favorire ricchi e potenti. Il timore concreto è che queste proteste potrebbero evolvere in qualcosa di più di un semplice lamento sui social. Ma non volendo abbandonare il nostro ottimismo all’italiana, speriamo che gli animi si plachino. O meglio ancora, che il Ddl venga saggiamente ritirato.
Foto: SIC Noticias



















