Il dossier del Viminale, la violenza di genere

Il ministero dell’Interno a Ferragosto di ogni anno pubblica tutti i dati relativi alle sue attività, presentando il dossier in una conferenza stampa. Il ministro Piantedosi, quest’anno ha illustrato come sono cambiate le prospettive sui più diversi argomenti. Tra i temi caldi spicca quello dell’immigrazione. Ma nel dossier sono molti gli argomenti considerati, dalla situazione delle forze di polizia alle azioni contro la criminalità organizzata, dai delitti commessi nel periodo, al punto sulla violenza di genere.

La violenza di genere

Proprio su questo punto, Il primo dato che inquieta è quello delle vittime di sesso femminile. Nel periodo 1 gennaio 2023 – 31 luglio 2024 sono state 175. Queste storie ci sono note perché hanno riempito le pagine di cronaca. Le percentuali mostrano che il 31,5% delle donne in Italia ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. L’elemento poi che deteriora la situazione è purtroppo quello dei femminicidi. Un fenomeno che non lascia sperare in un miglioramento, seppure le istituzioni siano costantemente impegnate nella lotta contro questa orrenda pratica.

Violenze contro le donne tra 16 e 70 anni di età

Sempre secondo i dati del Viminale risultano allarmanti nel dettaglio, le forme di violenza sessuale o fisica, subite dalla popolazione femminile nel corso della vita. I reati denunciati per violenza fisica o sessuale sono in totale il 31,5%. La sola violenza fisica segna una percentuale del 20,2%, va ancora peggio per la violenza sessuale che si attesta al 21%. I casi di stupro o tentato stupro sono complessivamente il 5,4%. Gli stupri denunciati sono il 3%. I numeri lasciano intendere un evidente squilibrio tra i generi con una prevalente violenza maschile, un brutto segnale dell’incapacità dei rapporti sociali.

Ma c’è di più

Dal 1 gennaio 2023 le denunce per stalking in Italia sono state quasi 30mila. Gli ammonimenti dalle Questure sono stati 8.738. Di questi, ben 5.375 per violenza domestica e gli allontanamenti sono stati 1.166. Il report del Viminale, oltre alla violenza di genere, si concentra sugli atti discriminatori, che nel periodo 1 gennaio 2023 – 31 luglio 2024, sono stati 885. Bisogna tuttavia sottolineare che questo dato non ha rilevanza statistica ed è stato censito dall’osservatorio interforze, attivato nel 2010, per il contrasto ai crimini d’odio.

Un Paese imperfetto

Al di là dei freddi dati statistici e del conteggio delle vittime di violenza in generale, dei delitti e degli interventi delle forze dell’ordine, ciò che desta perplessità è proprio la questione di genere. La donna continua ad essere oggetto di violenza e abusi da parte della popolazione maschile. Le leggi migliorano, cercando di apportare maggiori tutele, di prevenire le potenziali attività pericolose. Gli educatori fanno leva sui giovanissimi per formare la prossima generazione ad una più equilibrata gestione dei rapporti tra sessi. Le associazioni si impegnano nel fornire strumenti preventivi, anche ricorrendo a campagne informative. Eppure, quei freddi dati, continuano a ricordarci che purtroppo siamo in affanno nella corsa alla civiltà.

Foto psicologiacontemporanea.it