
Già il termine stesso: femminicidio, evoca una aberrazione insopportabile e il fatto che un Paese civile si trovi a dover prendere atto di questa condizione equivale ad un fallimento educativo e sociale. Non si ferma la violenza nei confronti del genere femminile, il numero delle vittime continua a salire. Nel 2023 le donne uccise sono state 118, di queste, ben 96 in ambito familiare o affettivo. Nel 2024 i fatti di cronaca relativi ai femminicidi continuano a riempire le pagine dei giornali, costringendoci alla consapevolezza di una condizione che non muta.
Significato del termine
Col termine femminicidio si intendono tutti quei casi in cui un partner, un ex o un altro soggetto uccide una donna. Le ragioni di questo delitto vanno dal desiderio di possesso all’incapacità di accettare una separazione. Donne uccise tra le mura domestiche o per strada. Spesso uccise perché scelgono di liberarsi da un rapporto violento e possessivo. Talvolta, anche in presenza di denunce e di episodi pregressi di atti violenti, la legge non riesce a preservare quelle che saranno purtroppo le future vittime. Le forze dell’ordine intervengono tempestivamente alla segnalazione di casi che annunciano situazioni allarmanti e potenzialmente pericolose. Tuttavia eventi tragici e fatali non riescono ad essere evitati completamente.
Le associazioni
Sono molte le associazioni che si occupano della tutela delle donne in pericolo. Offrono loro, oltre alla protezione in senso stretto, anche alloggi e sostegni in solido. I dati annuali di questi organismi mostrano numeri da capogiro, è impressionante il flusso di donne, anche giovanissime, che chiedono aiuto ai servizi sociali e alle associazioni preposte a questo scopo. Spesso proprio da queste strutture partono denunce che riescono a tenere lontano l’aguzzino di turno. Almeno per un periodo. Ma un essere umano non dovrebbe essere considerato a rischio di vita per il solo fatto di appartenere al genere femminile.
Il primo caso del 2024
L’anno in corso ha subito dovuto iniziare la triste conta dei casi di femminicidio, il 2 gennaio, Sant’Oreste, una località nei pressi di Roma è stata teatro del primo caso del 2024. Rosa D’Ascenzio una donna di 71 anni è stata uccisa dal marito 73enne. L’uomo ha tentato di simulare l’incidente, raccontando che la moglie era caduta dalle scale in seguito ad un malore. Le forze dell’ordine sono però risalite alle responsabilità del marito che l’aveva colpita a morte con un oggetto, forse una padella.
L’ultimo caso
Al momento della redazione di questo articolo, l’ultimo caso in ordine cronologico, riguarda quello del 27 settembre a Viadana, in provincia di Mantova. Maria Campai, 42 anni, di origini romene, sarebbe stata uccisa da un 17enne nel garage della sua casa. I due si erano conosciuti online e lei, che viveva a Parma dalla sorella, lo avrebbe raggiunto nell’abitazione della famiglia. Il giovane l’avrebbe barbaramente assassinata dopo aver avuto un rapporto sessuale con lei.
Nomi e date che finiremo col dimenticare
Tutti i casi di questa allucinante modalità di omicidio scuotono l’opinione pubblica nel momento in cui si verificano e vanno a riempire le pagine di cronaca. Poi il tempo cancella lentamente il ricordo di quelle donne, di quegli episodi brutti che hanno sporcato la vita quotidiana del Paese e tutto si riallinea in attesa della prossima notizia di cronaca nera. Abbiamo tanto ancora da imparare per formare le prossime generazioni, per educarle a raggiungere un sano equilibrio sociale, e intanto continuiamo a contare le vite perse.
Foto anfp.it


















