Il 2026 sarà l’anno della svolta per l’ecomostro di via Tovaglieri?
Nato nel lontano 1987 come parcheggio multipiano e, morto ancora prima di cominciare a vivere, finalmente ora verrà demolito. Per quasi quarant’anni è stato lì, piantato come un monumento all’inefficienza: muto, inutile, imponente. (Uno dei tanti a Roma). Un colosso di cemento armato che avrebbe dovuto risolvere un problema e che invece ha finito per incarnarli tutti. Non un’auto parcheggiata, non una funzione assolta. Solo degrado, incuria e l’ennesima promessa disattesa, costato denaro pubblico e consegnato all’abbandono.
Adesso, qualcuno ha deciso di smettere di far finta di niente, ed era ora! Sparirà e al suo posto sorgeranno case, spazi pubblici e un polo civico-culturale. Una riqualificazione degna di questo nome. Ma ci sono voluti quattro decenni per arrivarci.
Quel gigantesco non-luogo venne costruito su richiesta del Comune dagli operatori della Convenzione Tor Tre Teste E1. Doveva essere la risposta ai problemi di sosta del quartiere. Il risultato è stato però avvilente: zero macchine, zero servizi, zero benefici. In compenso, una presenza ingombrante che per anni ha ricordato ai residenti quanto lontano possano arrivare certi fallimenti urbanistici.
L’assessore Scalia
L’assessore all’Urbanistica del V Municipio, Sergio Scalia ha spiegato: “Abbiamo tentato qualsiasi strada per recuperarlo, si è provato di tutto, senza cavare un ragno dal buco. E così, dopo una lunga collezione di tentativi inutili, si è arrivati all’unica conclusione sensata, buttarlo giù e ricominciare da capo”. Una decisione che il Municipio inseguiva da tempo, tanto da chiedere già lo scorso anno al Campidoglio di inserire l’area nel piano delle valorizzazioni. L’idea è semplicemente quella di restituire dignità a un pezzo di città sequestrato per anni dal cemento e dall’immobilismo.
Il primo passo, almeno sulla carta, è arrivato con l’inserimento dell’area nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari. Approvato a dicembre 2024 dall’Assemblea Capitolina e ora di nuovo all’esame dell’Aula Giulio Cesare. “Dopo l’ok definitivo – spiega Scalia – partiranno bando e lavori. Non sarà una passeggiata: servirà almeno un anno e mezzo. Ma alla fine il quartiere vedrà qualcosa di completamente diverso”. Incrociando le dita, verrebbe da aggiungere.
Qualcosa di diverso lo sarà davvero
Al posto dell’attuale scheletro di cemento sorgerà un edificio di cinque o sei piani. Metà degli spazi sarà destinata all’housing sociale: circa 44 alloggi pensati per chi resta intrappolato tra l’edilizia popolare e i prezzi del mercato privato. L’altra metà finirà invece nell’edilizia privata, con ogni probabilità, residenziale. Il piano prevede anche spazi aperti al piano terra, con un polo civico-culturale di circa 440 metri quadrati. Un’idea quasi rivoluzionaria, dopo anni in cui quell’area è stata utile solo come esempio di cosa non fare.
La nuova struttura raggiungerà una superficie complessiva di quasi 8.800 metri quadrati, ben oltre i circa 5.900 dell’attuale edificio. Più spazio, più funzioni, più vita. Tutto ciò che per decenni è mancato.
Il magazzino dell’Ufficio elettorale
Al momento, il vecchio parcheggio sopravvive in versione tampone: è utilizzato come magazzino dell’Ufficio elettorale comunale. “Stanno cercando un’altra sede” precisa Scalia, “ma almeno finché è occupato si evitano invasioni abusive e problemi di sicurezza”. Insomma, il ripiego al quale ora è destinato, almeno tiene lontani guai peggiori.
Ok dal Municipio ma che non sia una “costruzione fantasiosa”
Il Municipio V ha già espresso parere favorevole al progetto, chiedendo tuttavia, qualche accorgimento. Interventi su viabilità e parcheggi in via Gaetano Ermoli e il rispetto della qualità architettonica del nuovo edificio, proprio per l’impatto visivo, vista la vicinanza con la Chiesa di Richard Meier.
Dopo tanti anni di attesa, un simbolo dell’abbandono è pronto a sparire, lasciando spazio a un luogo vivo, attraversato, utile. Tor Tre Teste saluta (tardivamente) un pezzo di passato ingombrante e brutto.
Nella foto: l’assessore Sergio Scalia, tratta da: scalia2001.it



















