
Quando (e sottolineiamo quando) sarà finalmente completato, dicono che diventerà il più grande deposito tram d’Europa. Per ora, l’ex centro carni di via Gino Severini è un cantiere rumoroso e polveroso, che in teoria dovrebbe trasformarsi in un grosso centro del trasporto su rotaia romano. Ospiterà ben 90 tram, vecchi e nuovi, pronti – assicurano – a rivoluzionare la mobilità della capitale. Già sentita questa, vero?
Una vecchia idea
Sono passati 20 anni da quando nacque il progetto, era 2005 e noi siamo invecchiati nell’attesa. Tra rimandi, gare, revoche e riprese, il tutto si è trascinato fino a oggi, dove la giunta Gualtieri promette di “cambiare pagina”.
L’ultima gara l’ha vinta l’Associazione Temporanea di Imprese guidata da Conpat Scarl e dal Consorzio Stabile Energos. Budget: 115 milioni di euro. Obiettivo: cambiare il volto dell’area. Tempistiche? Beh, loro dicono due anni, noi teniamo le dita incrociate.
È tutto bellissimo
Sulla carta è tutto spettacolare: 60.000 metri quadri per ospitare, riparare e coccolare i tram, più un raccordo a doppio binario fino a viale Palmiro Togliatti. E poi, nuove strade e anche una rotatoria che dovrebbe magicamente risolvere il traffico all’incrocio tra via Severini, via Campigli e piazza Pino Pascali.
Il lavoro ferve
Al momento, assicurano che il cantiere sia in piena attività: 40 operai, turni serrati, uffici, mense e dormitori per due anni di lavori. Intanto hanno già spostato 100.000 metri cubi di materiale, e entro novembre dovrebbe partire bonifica degli ordigni inesplosi (perché c’è anche questo problema). Poi si procederà alle fondamenta.
Il mega-deposito non servirà solo la futura tranvia Togliatti, ma anche le linee 5, 14 e 19. Così i tram non dovranno più attraversare mezza Roma per raggiungere le rimesse. Meno chilometri, più efficienza, più sicurezza. Sempre sulla carta.
Ora abbiamo una scadenza di due anni, un traguardo che in effetti non dovrebbe essere proibitivo, 24 mesi non sono mica pochi. Giacché siamo però abituati a slittamenti e ritardi, parrebbe che i bookmakers abbiano già preparato le quote per le scommesse.
Foto dalla pagina Linkedin del geometra Nunzio Marinaro

















