Indagine dell’Istat: “L’attività sessuale comincia sempre prima”

sessualità tra i giovani, sempre prima il primo rapporto

L’Istituto nazionale di statistica (Istat) è un ente pubblico di ricerca italiano. Si occupa dei censimenti della popolazione, dei servizi e dell’industria, dell’agricoltura, di indagini sulle famiglie e di indagini economiche generali a livello nazionale. Spesso è un riferimento importante per la politica, come pure per i mercati. Lo è per le misure che la società adotta in seno agli ammortizzatori sociali, per la Sanità, la scuola, il lavoro, l’economia, ecc. L’Istituto però, fornisce anche dati che riflettono i comportamenti sociali, le tendenze, il pensiero delle masse. Proprio come questa ricerca che riguarda il sesso tra i giovani.

I giovani e la sessualità

Secondo un rapporto Istat emerge che “l’attività sessuale tende ad iniziare sempre più in età giovane e coinvolge un numero maggiore di partner”. Cioè non è limitata al primo rapporto da fidanzati ma si apre a una “frequentazione” di più persone. Una evoluzione che, parallelamente al ritardo della maternità, investe la donna della responsabilità per numerosi anni (circa 12). In questo tempo infatti, saranno principalmente le donne che dovranno preoccuparsi di contenere il rischio di gravidanze indesiderate.

Alcuni dati che dovrebbero almeno far pensare

L’Istat, sulla base dei dati più recenti, relativi a luglio 2025, stila una tabella che illustra alcuni elementi interessanti per una più ampia valutazione dei comportamenti sociali.

  1. Poco più del 23% di giovanissimi e giovanissime di età compresa tra i 14 e i 19 anni ha almeno uno stereotipo sulla violenza sessuale.

  2. Il 15,6% crede che la violenza sia provocata dal modo di vestire delle ragazze.

  3. Il 13,7% concorda che all’atto di una proposta sessuale, le ragazze spesso dicono no, ma in realtà intendono sì.

Non ci vuole un genio per capire che queste percezioni sono in qualche maniera fuorvianti o addirittura aberranti nella formazione sociale e emotiva di un giovane individuo. Sono comunque frutto di una informazione sessuale distorta, incompleta, fantasiosa e sicuramente viziata da luoghi comuni ed errate informazioni.

Educazione sessuale (e sentimentale)

Certamente nessuno invocherà censure o comportamenti da “bacchettoni” da instillare nelle giovani menti. Si avverte però la necessità di trasmettere valori veri, specialmente ai giovanissimi. In questo periodo il dibattito politico verte, tra gli altri, anche sulla questione dell’educazione sessuale nelle scuole. Da una parte c’è chi demonizza la materia e dall’altra c’è invece chi ritiene che debba essere proprio la scuola a formare i giovani. Come sempre: in medio stat virtus, anche se, a voler ascoltare il messaggio dell’Istat, mantenere una posizione di equilibrio diventa concretamente arduo.

Foto: puntofamiglia.net